Tassa sui permessi, il rimborso non è contemplato

12/04/2012 di Redazione
Tassa sui permessi, il rimborso non è contemplato

Ottanta, cento o duecento euro è la somma che i migranti devono pagare dallo scorso gennaio, per chiedere il rilascio o il rinnovo del loro documento.  Molti sono stati i quesiti posti al Viminale sull'obbligo dei pagamenti. Ad esempio per un duplicato del permesso, che si chiede in caso di smarrimento o furto, bisogna pagare di nuovo il contributo?  La risposta è sì, perché "gli uffici procedono a una nuova emissione del documento" e quindi bisogna coprire i costi di questo lavoro della pubblica amministrazione. Dal momento che la tassa varia con la durata del permesso, bisognerà pagare solo quella relativa al periodo di validità residua del duplicato. Un altro quesito riguardava i titolari di permessi per asilo o protezione umanitaria. La legge dice che non devono pagare il contributo, ma i loro familiari maggiorenni, ha spiegato il ministero dell'Economia, sì. Le esenzioni, questa la linea ribadita dal governo, "assumono carattere tassativo non suscettibili di interpretazioni di tipo estensivo". Il chiarimento che lascerà più tasche vuote è però quello relativo ai casi di diniego del permesso di soggiorno. Se viene presentata la domanda e la Questura la boccia, si possono riavere i soldi del contributo? Il ministero delle Finanze ha risposto di no, la tassa si paga lo stesso "in relazione all'attività istruttoria espletata". Si ha diritto solo al rimborso dei 27,50 euro che servivano per la stampa del documento elettronico, mai avvenuta.

Leggi la Circolare Ministerodell'Interno del 2 aprile 2012 n°2665. Decreto 6 ottobre 2011 " Contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno". Chiarimenti circa l'imponibilità o meno del contributo.