Una vita dignitosa e onesta

05/04/2012 di Redazione
Una vita dignitosa e onesta

E' stata diffusa da Forbes, in questi giorni, la lista dei dieci paperoni più ricchi d'Italia. Queste persone hanno un patrimonio superiore ai 3 milioni di cittadini più poveri. Un dato che mostra una sproporzione incredibile. Non mettiamo in dubbio che questi uomini, evidentemente discendenti da famiglie già possidenti abbiano lavorato duro (e non solo) per avere il loro impero. Nella maggior parte dei casi sono industriali che producono articoli diffusi in tutto il mondo e questo nel panorama internazionale è anomalo, altrove i paperoni sono solo finanzieri, da noi anche. E non parliamo nemmeno di ingiustizia. Ognuno desidererebbe avere una vita piena di agi, un futuro da costruire ma si sa il lavoro nobilita l'uomo ma spesso non lo rende ricco. Purtroppo in questi giorni vengono diffuse notizie per niente incoraggianti. Imprenditori che si suicidano perché non possono pagare i loro debiti, disoccupati in aumento e sempre più persone che perdono il loro lavoro. Per non parlare dei  giovani che attualmente non hanno sbocchi lavorativi e la stessa possibilità di averlo è diventata un dolce sogno. Viviamo in uno strano periodo, quello che tutti temevano ma che prima o poi sarebbe arrivato. Altro caso significativo dalla cronaca di questi giorni è quello accaduto a Gela. Una donna di 78 anni ha scoperto che dalla pensione le era stata decurtata la somma di 200 euro. La diminuzione della pensione da600 a400 euro è diventata un ossessione per la donna, tanto da spingerla a gettarsi dalla terrazza.
Il vice direttore generale di Bankitalia Anna Maria Tarantola fornisce numeri e evoluzione dei costi della crisi al Convegno "La famiglia un pilastro per l'economia del Paese". La crisi, spiega, "ha gravemente inciso sui redditi delle famiglie italiane riducendone la capacità di risparmio. La ricchezza accumulata, finanziaria e reale, è stata in parte utilizzata per far fronte alle difficolta' economiche". In questo quadro, "si sono ampliati i divari: considerando anche la ricchezza, il numero di famiglie in condizione di povertà, è aumentato". Nello stesso tempo, rileva Tarantola, "le famiglie italiane hanno svolto un'importante funzione di ammortizzatore sociale che continuera' anche nel corrente anno". Nella tarda primavera del 2009, nel momento di massimo impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano, circa 480mila famiglie hanno "sostenuto almeno un figlio convivente che aveva perso il lavoro nei dodici mesi precedenti". Le risorse impiegate in questa forma di sostegno familiare "sono venute non solo dai redditi da lavoro dei genitori, ma spesso anche da quelli da pensione", ha spiegato Tarantola. Ma la ricchezza dei genitori che "ha svolto un ruolo importante nel sostenere anche i figli, sta iniziando a ridursi", ha avvertito. Una situazione preoccupante visto che "i giovani risparmiano poco, meno dei loro genitori: essi dovrebbero invece accumulare di più, visto che il livello della loro pensione sarà presumibilmente più contenuto". A questo punto, è il ragionamento di Anna Maria Tarantola, "bisogna interrogarsi circa la sostenibilità di un modello di welfare in cui alle famiglie è demandato il compito di ammortizzare gli shock negativi che colpiscono i redditi dei singoli componenti - ha però aggiunto il vice direttore generale di Bankitalia - Le condizioni economiche delle famiglie, specialmente di quelle piu' giovani e con figli, dipendono oggi in modo determinante dal numero dei percettori di reddito da lavoro. Parallelamente, l'allungamento della vita lavorativa dei genitori più anziani rende più difficile un loro coinvolgimento nella cura dei nipoti". Insomma, "in prospettiva anche il ricorso alla rete familiare è destinato a cambiare".

E mentre si alternano le tragiche tragiche notizie di cronaca, gli studi sulla recessione, sul futuro delle famiglie e dei giovani sempre più in difficoltà, arrivano in concomitanza notizie di mazzette, tangenti, intrighi da parte di uomini di potere. Chi è ricco diventa sempre più ricco, chi è povero diventa sempre più povero. Ma noi non ci scoraggiamo, ci scorciamo le maniche e lottiamo per i nostri diritti, per i doveri di chi ci governa affinché possa essere costruito un sistema dove ognuno, con la possibilità di vivere una vita dignitosa e onesta,  possa contribuire e partecipare al futuro di tutti.