25 anni di Erasmus

17/05/2012 di Redazione
25 anni di Erasmus

Nasceva nel 1987 ed era, come tutti i progetti innovativi, una sperimentazione dal futuro incerto: si tratta del programma di mobilità universitaria Erasmus forte oggi di circa tre milioni, tra studenti e professori, migrati tra atenei per un semestre o anche di più grazie ad un sistema e ad una rete di contatti e scambi tra gli istituti di tutta Europa. Le cifre di questo venticinquesimo anno confermano il successo del programma con un nuovo record di adesioni, con oltre 231 mila "Erasmusiani" e un aumento complessivo dell'8,5% rispetto all'anno precedente. Le tre destinazioni più gettonate sono state la Spagna, la Francia e il Regno Unito mentre il maggior numero di studenti a partire sono stati spagnoli, francesi e tedeschi. E nella classifica delle quindici università più internazionali ci sono anche tre italiane: l'Alma Mater di Bologna (quarto posto), la Sapienza di Roma (nono) e l'Università di Firenze (dodicesimo). Gli italiani a partire, nell'anno accademico 2010/2011, sono stati più di 22 mila e come mete di studio hanno scelto soprattutto Spagna (7.547), Francia (3.338), e Germania (2.199). L'anniversario del progetto per non è solo l'occasione per fare dei bilanci, ma anche per presentare importanti novità. Dal prossimo anno il programma di scambio amplierà le sue iniziative, verrà esteso ai Paesi di tutto il mondo e si rivolgerà a nuove tipologie di studenti diventando "Erasmus for all". Alla conferenza internazionale di Copenhagen gli "ambasciatori Erasmus" provenienti da 33 Paesi hanno elaborato un "manifesto" che, in dieci punti, sancisce i risultati finora conseguiti e presenta le azioni da intraprendere in futuro per implementare il programma di scambio. Tra le proposte innanzitutto la volontà di "abbattere le barriere" che esistono in Europa tra i sistemi nazionali di educazione per creare uno spazio comune di formazione e incrementare i collegamenti con il mondo del lavoro, ma soprattutto diventare "globale", estendendosi ai Paesi extraeuropei. La Commissione Europea vuole continuare a puntare sull'Erasmus, incentivando gli scambi culturali, per migliorare le competenze e sviluppare le abilità degli studenti, come conferma il commissario europeo responsabile per l'Istruzione Androulla Vassiliou: "In questi tempi difficili le abilità acquisite grazie agli studi e ai collocamenti Erasmus sono più preziose che mai. Se avessimo avuto un budget superiore avremmo soddisfatto più richieste: per questo il nostro obiettivo è di aumentarlo per il periodo 2013/2020 e riuscire a duplicare le borse disponibili". Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, dal canto suo, auspica la realizzazione di un "Erasmus di seconda generazione" che porti gli studenti ad avere un titolo universitario unico con doppia firma, dunque maggiormente spendibile: "Erasmus è stato un progetto importante, nato venticinque anni fa per rimediare al fatto che molti Paesi avevano un deficit di laureati e altri al contrario una sovrabbondanza. Il mercato del lavoro oggi richiede che ci sia una forma di certificazione europea delle competenze delle persone, per questo l'Erasmus del futuro deve prevedere titoli congiunti che mantengano la possibilità di fare un percorso in due Paesi, ma anche il coordinamento dei sistemi formativi: per avere davvero laureati con una dimensione europea". L'Agenzia nazionale "Lifelong Learning Programme" Italia festeggia il venticinquesimo anniversario dell'Erasmus con due eventi celebrativi: il primo si terrà il 18 maggio a Fiesole presso l'European University Institute, per fare il punto sul valore strategico della mobilità Erasmus e sulle prospettive future del programma; il secondo invece sarà ospitato il 15 giugno aRoma al Marco - Museo d'Arte Contemporanea - e sarà l'occasione per confrontarsi con esponenti del mondo accademico e imprenditoriale per sottolineare la spendibilità dell'esperienza Erasmus nel mondo del lavoro.