Ancora scosse in Emilia

24/05/2012 di Redazione
Ancora scosse in Emilia

Dei sette morti nel terremoto che ha colpito la scorsa domenica parte del ferrarese, quattro sono operai. Era domenica all'alba e questi uomini stavano lavorando. I capannoni crollati sono tre: la ceramica Sant'Agostino, poco lontano la Tecopress, poi la Ursa a Bondeno. Mentre la procura apre il fascicolo sul perché dei crolli dei capannoni diventa inevitabile interrogarsi sulla sicurezza di questi prefabbricati. In una nota pubblicata alle 21.30 di Lunedì 21 maggio sul profilo Facebook dell'azienda crollata, La Ceramica Sant'Agostino, si legge "Prime valutazioni a carattere tecnico dopo il sisma del 20 maggio 2012, si spiega che gli edifici crollati sono antecedenti la normativa antisismica del 2005, e che apparterrebbero a una tipologia particolare: 'capannoni prefabbricati in cemento armato con copertura orizzontale a travi e tegoli". In alcuni recenti dichiarazioni, Mauro Cavazzini, sindacalista della Cgil, che ha lavorato per 23 anni presso la Ceramica Sant'Agostino, afferma "C'è un perché, ma non è chiaro. C'è effettivamente un filo conduttore. I crolli hanno coinvolto una tipologia di struttura simile, capannoni prefabbricati a travi in appoggio. Una tipologia che precede la normativa antisismica del 2005″. Il dettaglio importante è che le travi in appoggio, non sono fissate alla struttura del capannone. La tipologia oscillatoria del terremoto avrebbe sfilato queste travi dall'appoggio alle colonne del capannone. Vicinissima alla Ceramica Sant'Agostino c'è un'altra azienda in cui gli scaffali non sono usciti dai supporti. "La falda sottostante ha reagito in maniere diverse a metri di distanza", continua Cavazzini. E continua "Sono crollate strutture degli anni '80 e son rimaste in piedi altre strutture degli anni '60″.
purtroppo come ben sappiamo i danni causati dalle forte scosse sono ingentissimi, e ad oggi gli sfollati sono oltre 5mila. Per Bologna, Modena, Ferrara e Mantova il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza. Durerà 60 giorni. La competenza a coordinare gli interventi è stata attribuita al capo del Dipartimento della Protezione civile, che avrà a disposizione un fondo di 50 milioni di euro e massima libertà di azione. Inoltre è stato sospeso il pagamento delle tasse.
Di seguito tutte le iniziative di raccolta fondi per il terremoto in Emilia-Romagna:
Caritas di Bologna:
Intestato a: Arcidiocesi di Bologna;
Versamento su c/c postale n°: 838409;
Oppure Bonifico - Codice IBAN: IT 27 Y 05387 02400 000000000555 (Banca Popolare dell'Emilia-Romagna);
Causale: Terremoto in Emilia-Romagna.
Emil Banca:
Intestato a: Emil Banca;
Bonifico - Codice IBAN: IT 06 L 07072 02404 000017741960 (Emil Banca);
Causale: Emergenza Terremoto Emilia.
Partito Democratico:
Intestato a: Partito Democratico Emilia-Romagna;
Bonifico - Codice IBAN: IT 02 N 03127 02410 000000001494 (UNIPOL Banca);
Causale: Emergenza Terremoto Emilia-Romagna.
Provincia di Modena:
Intestato a: Amministrazione provinciale di Modena - Interventi di Solidarietà;§
Bonifico - Codice IBAN: IT 52 M 02008 12930 000003398693;
Causale: Terremoto Maggio 2012.
Regione Emilia-Romagna:
Intestato a: Regione Emilia-Romagna - Presidente della Giunta Regionale - Viale Aldo Moro, 52 - 40127 Bologna;
Versamento su c/c postale n°: 367409
Oppure Bonifico - Codice IBAN: IT 42 I 02008 02450 000003010203 (Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza - Bologna);
Causale: Contributo per il terremoto2012 inEmilia-Romagna.