Egitto, proteste contro i candidati al ballotaggio

31/05/2012 di Redazione
Egitto, proteste contro i candidati al ballotaggio

Dopo le prime elezioni presidenziali egiziane dalla caduta di Mubarak che si sono tenute il 23 e il 24 maggio, i risultati non hanno incoraggiato i fautori della rivoluzione. E adesso i nomi per il ballottaggio sono ufficiali: da una parte abbiamo uno dei massimi esponenti del vecchio regime, Shafiq, dall'altra abbiamo la punta di diamante del movimento islamico, Mohamed Mursi. Il primo è l'uomo forte dell'esercito, essendo stato comandante dell'aviazione egiziana e ministro dell'aviazione civile dal 2002 al 2011, e il candidato maggiormente compromesso con il passato, essendo stato l'ultimo primo ministro nominato da Mubarak prima della sua caduta. Il secondo, è l'uomo a cui i laici e i liberali non vogliono affidare il futuro egiziano. Era stato questo il motivo dell'inaspettato successo di Sabbahi, candidato liberale arrivato terzo alle elezioni. E così, migliaia di manifestanti  hanno protestato al Cairo a seguito della notizia   sull'ammissione al ballottaggio di Ahmed Shafiq. Proteste che si sono successivamente estese anche ad Alessandria. I risultati ufficiali del primo turno delle elezioni presidenziali: il candidato dei Fratelli Musulmani, l'islamista Mohammed Mursi, è quello che ha ottenuto più voti, circa 5,7 milioni (24,7 per cento). Al secondo posto è arrivato Ahmed Shafiq, con il 23,6 per cento.I due ex favoriti al primo turno, ossia l'islamista moderato ed ex esponente dei Fratelli Musulmani Abdel Moneim Aboul Fotouh e l'ex segretario della Lega Araba Amr Moussa, sono arrivati rispettivamente quarto e quinto e sinora non hanno appoggiato nessuno dei due candidati al ballottaggio. Shafiq, inoltre, corre sub-judice, in quanto la Corte Suprema egiziana sta ancora valutando la costituzionalità di una legge approvata mesi fa dal parlamento a maggioranza islamista che vieta agli ex esponenti del regime di Mubarak di candidarsi alle elezioni. Inizialmente a Shafiq era stato vietato di candidarsi, poi a fine aprile la Commissione Elettorale aveva accolto il suo ricorso e l'aveva riammesso. La sentenza definitiva della Corte Suprema dovrebbe arrivare l'11 giugno, a pochi giorni dal ballottaggio del 16 e 17 giugno. Ed è ovvio che cresca tra la popolazione l'idea di boicottare il ballottaggio. Le prime elezioni democratiche del dopo Mubarak non hanno restituito la serenità politica sperata.