Emilia, nuovo disastro

31/05/2012 di Redazione
Emilia, nuovo disastro

Nuovo disastro in Emilia. Alle ore 9.00 di martedi 29 maggio la terra ha tremato nuovamente, ed ha messo ulteriormente in ginocchio la popolazione che già era stata duramente segnata dal terremoto del 20 maggio. Il bilancio delle vittime sale a 17, 350 i feriti, 14 mila gli sfollati, le province colpite quelle di Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna, 228 le scosse che si sono verificate dopo quella principale del 29 maggio. Intere cittadine rase al suolo, tesori artistici sgretolati. Tra le vittime, nuovamente lavoratori, morti a causa dei crolli dei capannoni in cui lavoravano. In due casi i titolari, un tecnico chiamato a verificare la stabilità della struttura e gli operai, ad alcuni dei quali era stato chiesto di rientrare in fabbrica nonostante la comprensibile paura per le scosse precedenti. Del resto tutte le fabbriche coinvolte avevano ricevuto l'agibilità. È successo a Mirandola, in provincia di Modena, dove tre persone sono morte per il crollo della Bbg, e una quarta è morta sotto le macerie dell'Aries Biomedicale; a Medolla, sempre nel Modenese, vicino all'epicentro di questo nuovo sisma, c'è una vittima accertata e tre dispersi sotto i resti dell'Haemotronic; mentre alla Meta di San Felice sul Panaro, Modena, è morto l'ingegnere chiamato a fare rilievi sui danni subiti, e due lavoratori stranieri: Mohamad Azaar, marocchino, e Kumar Pawan, indiano del Pujab. Erano tornati al lavoro perché non volevano perderlo, per riprendere una normale esistenza quotidiana, nonostante lo sciame sismico continuava a far tremare la terra.
Al momento sono stati resi disponibili circa 5 mila posti in più per l'accoglienza, allestiti dopo le nuove scosse, posti che in tutto sono ora sufficienti a garantire l'assistenza alle persone tra i 9 campi di assistenza della protezione civile, alberghi, palestre e scuole messe a disposizione dai Comuni. Tante le offerte di solidarietà che stanno arrivando anche in queste ore. L'aiuto piu' concreto che si può dare e' mandare un semplice sms solidale al numero 45500 (gestito dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Protezione civile nazionale), che permette di donare due euro per dare un aiuto alle popolazioni delle zone colpite dal terremoto. Allo stesso numero si puo' anche telefonare dalla rete fissa. La Regione Emilia-Romagna ha anche attivato una raccolta fondi rivolta a quanti - privati ed enti pubblici - desiderano versare un contributo per far fronte ai costi del terremoto che ha colpito le province di Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna.
Per i privati le possibilita' sono le seguenti:
- versamento sul c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna - Presidente della Giunta Regionale - Viale Aldo Moro, 52 - 40127 Bologna;
- bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza - Bologna, intestato a Regione Emilia-Romagna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT - 42 - I - 02008 - 02450 - 000003010203;
- versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.
Per quanto riguarda invece gli enti pubblici, e' previsto l'accreditamento sulla contabilita' speciale n. 30864 accesa presso la Banca d'Italia - Sezione Tesoreria di Bologna.
In tutti i casi (privati ed Enti pubblici) il versamento dovra' essere accompagnato dalla causale: Contributo per il terremoto2012 in Emilia-Romagna. Chi, invece, volesse comunque fare donazioni di beni materiali potra' contattare le grandi organizzazioni di volontariato che gia' sono attive (come Croce Rossa, Caritas, Associazioni nazionale degli alpini o simili). Se si vuole impegnare in prima persona il proprie tempo e le proprie competenze, e' necessario rivolgersi alle associazioni di volontariato locali.