Italia: dall’Egitto 560 minori “non accompagnati”

24/05/2012 di Redazione
Italia: dall’Egitto 560 minori “non accompagnati”

In Italia sono arrivati dallo scorso anno circa 560 minori "non accompagnati" dall'Egitto. Arrivi avvenuti via mare, e entro la fine del 2012 potrebbero aumentare.  A sostenere questa tesi è "Save The Children" che al Cairo ha presentato dati raccolti in Italia e in Egitto sui bambini e ragazzi egiziani (dai 14 ai 19 anni) che rischiano la vita viaggiando per mare in condizioni disumane su piccole barche per cercare una altra prospettiva di vita e un lavoro. L'organizzazione dichiara che l'Egitto è l'unico Paese in cui la gente continua a partire in maniera costante, il flusso sembra invece diminuire dagli altri Paesi del Nord Africa. Nonostante i trattati internazionali che dovrebbero tutelare l'infanzia, si continua ad assistere ad arrivi in solitaria senza alcun rispetto per il diritto allo studio, al gioco, alla famiglia, allo sviluppo della personalità. "Qui non c'è nulla, mentre lì c'è lavoro". "Non c'è lavoro qui, non c'è nulla". Queste le dichiarazioni di due ragazzi di 12 e 13 anni, rispettivamente Sami e Sherif, intervistati a Khamara e ad Abu Qir, due località costiere nei pressi di Alessandria, dalle quali partono le barche per le traversate del Mediterraneo con 100 e più persone a bordo. "Anche se approdano in Sicilia, Calabria e Puglia, la maggior parte di questi bambini cercano poi di raggiungere tre grandi città italiane: Roma, Torino e Milano, nelle quali ricongiungersi con la famiglie dei loro paesi, egiziani di origine. Da queste sperano di ricevere assistenza per vivere meglio e trovare un lavoro", racconta Carlotta Bellini, coordinatrice della ricerca in Italia. Peccato però che questi "zii" non garantiscono loro alcuna protezione. Anzi, spesso questi ragazzi vengono ridotti in schiavitù, vengono violentati o costretti alla prostituzione. Se invece arriva il "successo", vuol dire che al termine della traversata ci si trova impiegati ai mercati generali, nelle pizzerie o in campagna a raccogliere frutta e ortaggi. Una non vita forse, ma sempre meglio del nulla.