La sfida dell’educazione civica

10/05/2012 di Redazione
 La sfida dell’educazione civica

Le scuole di italiano per migranti curano, da sempre, insieme alla sperimentazione didattica per l'insegnamento dell'Italiano L2 anche laboratori plurilingue ed interculturali per l'interazione con "gli studenti". Questo, per avere strumenti utili alla conoscenza del sistema Italia, delle sue leggi e regolamenti. Le 70 ore in genere previste per un corso A2 sono sufficienti ad introdurre i nuovi cittadini al bel paese.  Nel quadro dell'applicazione del Decreto 179/11, meglio noto come "Accordo di integrazione" (che i migranti devono sottoscrivere al momento del primo accesso in Italia), è sorto il problema dei Corsi di educazione civica. Il decreto prevede infatti la realizzazione - da parte delle Prefetture competenti - di un corso entro tre mesi dalla sottoscrizione dell'accordo. Si tratta di una forzatura, rispetto alla quale il mondo del volontariato ha espresso critiche di merito e di metodo, che rischia di non aiutare granché i migranti nel loro processo di integrazione, e di risultare alla fine solo un appesantimento delle già difficili pratiche verso l'inclusione sociale.  Tra l'altro il Decreto non sostiene finanziariamente nessuna delle operazioni previste, che devono essere attuate a costo zero. In tale contesto la Prefettura di Roma - in una dimensione di intervento mirataa rendere ilpiù agevole possibile questo passaggio - ha realizzato un CD sui temi dell'educazione civica, della durata di 5 ore (il decreto ipotizzava fino a 10 ore), in 19 lingue diverse.  Inoltre ha chiesto a vari soggetti - tra i quali anchela rete Scuolemigrantidel volontariato - la collaborazione nella somministrazione di questo CD, con la messa a disposizione di locali, operatori, attrezzature. Le Associazioni aderenti alla rete firmeranno un protocollo d'intesa con la Prefettura, e opereranno al fine di rendere produttivo ed efficace questo incontro con gli immigrati, corredandolo con azioni di accoglienza, orientamento, indirizzo verso i corsi gratuiti di italiano, che è altra tappa obbligata prevista dal Decreto, per l'ottenimento dei titoli di soggiorno. Nel contempo, la Rete ha inviato ai Ministri Cancellieri e Riccardi, una lettera che esprime critiche severe  ai dispositivi governativi che regolano questa delicata materia dell'interazione sociale dei migranti.