Pubblicato il Rapporto “Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011” di MSF

17/05/2012 di Redazione
Pubblicato il Rapporto “Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011” di MSF

Medici Senza Frontiere ha presentato a Roma il rapporto "Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011"realizzato per l'ottavo anno in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia e con il contributo di importanti rappresentanti del mondo giornalistico e accademico. Per il 2011, MSF ha monitorato i telegiornali italiani e il modo in cui hanno trattato il tema della migrazione a seguito delle rivolte tunisine, egiziane e libiche e su due fronti di crisi: le "crisi sanitarie", malnutrizione in Somalia, HIV/AIDS e le malattie tropicali dimenticate; e le "crisi umanitarie" su cui i riflettori dei media italiani si sono accesi solo parzialmente, come per  Costa d'Avorio, Sudan e Sud Sudan, Bahrein, Repubblica Democratica del Congo. Su richiesta di MSF, l'Osservatorio di Pavia ha analizzato lo spazio dedicato in un anno dalle edizioni serali, prime time dei TG Rai, Mediaset e La7, alle crisi individuate da MSF. I dati diffusi dimostrano che nel 2011, i telegiornali hanno dedicato circa il 10% del totale dei servizi a contesti di crisi, a conflitti e a emergenze umanitarie e sanitarie, e tra questi risaltano le rivolte della Primavera araba (Libia in primis) e il terremoto in Giappone. Sono 1.391 i servizi dedicati al tema, ma quello che preoccupa è il modo in cui è stata rappresentata l'immigrazione. Dall'analisi degli sbarchi in alcune settimane campione, spicca come il termine emergenza sia il più diffuso per comunicare il contenuto della notizia, mentre le condizioni medico-sanitarie dei migranti non sono quasi mai il focus centrale della narrazione. "Il dato più sconcertante, dichiara Kostas Moschochoritis, Direttore generale MSF Italia, è che in questi servizi è praticamente assente la voce dei migranti. I protagonisti a cui è data voce sono nel 65% dei casi i politici, fra Governo e amministrazioni locali. Alle testimonianze dei migranti è stato riservato solo il 14% dello spazio; il 12% alle comunità locali e il 10% alle realtà impegnate nella gestione del fenomeno, forze dell'ordine, esponenti religiosi, società civile, organizzazioni". Nelle immagini utilizzate, inoltre, i bambini che approdano sulle coste italiane sono mostrati in video senza nasconderne il volto. Inoltre, sono stati solo 5 i servizi dedicati al Congo, 10 alla Costa d'Avorio, 14 quelli sull'HIV/AIDS, zero quelli sulle malattie tropicali neglette (leishmaniosi viscerale/kala-azar, malattia del sonno, Chagas e ulcera di Buruli) che falcidiano la popolazione di molti Paesi  del Sud.  In ombra anche il Bahrein con solo 24 notizie. Sono invece 41 le notizie per l'emergenza nel Corno d'Africa e 44 inSudan. Il Congo è totalmente scomparso, ed infatti, le uniche 5 notizie dedicate, si occupano di incidenti aerei e di altri eventi e non delle violenze in corso o dell'AIDS che flagella il paese con un milione di contagiati. L'analisi mostra che di AIDS, in generale, si è parlato soprattutto in relazione ai viaggi del Pontefice e, a differenza di altri anni, nessuno dei TG dedica una notizia alla pandemia in occasione della Giornata Mondiale (1 dicembre). L'AIDS è ormai invisibile. E, altrettanto drammaticamente, si ignora la crisi finanziaria in cui versa il Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria e che, se non affrontata, avrà effetti devastanti per i pazienti affetti da HIV/AIDS e tubercolosi multi resistente ai farmaci. La "nostra" influenza stagionale è stata invece abbondantemente coperta dai TG con 92 servizi. "Non siamo sicuri che le parole siano in grado di salvare vite, ma sappiamo con certezza che il silenzio può uccidere. Per questa ragione continuiamo a stimolare i media a parlare delle crisi umanitarie. In questo nuovo rapporto, fra le varie crisi che hanno determinato la Primavera araba, abbiamo voluto accendere un riflettore sul Bahrein, crisi pressoché ignorata dai media, ma gravissima ed esemplare dal punto di vista della manipolazione dell'assistenza medica come strumento di identificazione e arresto dei dimostranti", dichiara Kostas Moschochoritis, Direttore generale di MSF Italia. Il Bahrein, infatti è stato presente in 7 servizi dei 24 totali, sul Gran Premio di Formula 1 e sulla sua possibile cancellazione, come conseguenza dell'instabilità politica del paese. Ancora oggi in Bahrein, l'accesso alle cure è un problema, nonostante le riforme, e i pazienti continuano a evitare di rivolgersi agli ospedali pubblici per farsi curare, a causa della discriminazione percepita, delle molestie e dei maltrattamenti. MSF chiede di operare nuovamente in Bahrain dove da marzo non è più autorizzata a entrare.