Libia: le morti innocenti

17/05/2012 di Redazione
 Libia: le morti innocenti

72 civili tra cui 20 donne e 24 bambini uccisi, è il bilancio drammatico delle operazioni Nato in Libia per spodestare il leader libico Muhammar Gheddafi. La denuncia è stata pubblicata nel rapporto 'Vittime non riconosciute: civili morti nelle incursioni aeree della Nato in Libia' dell'associazione umanitaria Human Rights Watch. Alle uccisioni avvenute nel corso di otto raid aerei, spiegano gli attivisti, non è seguito l'apertura di alcuna indagine. Nel dossier, inoltre, pur riconoscendo la volontà della Nato di ridurre al minimo la portata delle vittime, si spiega che le accuse di Paesi come la Russia verso le forze occidentali sono state dettate da strumentalizzazione politica. Prima di Human Right Watch era stata Amnesty International a cimentarsi nell'identificazione delle vittime dei bombardamenti Nato, documentando 55 morti tra i civili, dei quali 14 donne e 16 bambini. La Nato afferma che le operazioni in Libia, si sono concluse il 31 ottobre del 2011, hanno avuto successo perché condotte con una "cura" e una "precisione senza precedenti", "ad un livello superiore di quanto richiesto dal diritto internazionale", e hanno fatto emergere la capacità degli alleati di lavorare bene insieme anche in una campagna limitata. "La Nato ha fatto di tutto per ridurre al minimo i rischi per i civili, ma in una complessa campagna militare, il rischio non può mai essere zero", ha affermato la portavoce della Nato Oana Lungescu.