Siria: ancora violenze. La diplomazia internazionale in stallo

24/05/2012 di Redazione
Siria: ancora violenze. La diplomazia internazionale in stallo

Non si fermano in Siria le violenze: l'ultimo di una lunga fila di attentati è avvenuto a Deir Ezzor, dove un'autobomba è esplosa uccidendo almeno nove persone e ferendone cento, secondo quanto affermato dal portavoce del ministero degli Esteri siriano, Jihad Makdissi. L'attentato sarebbe stato compiuto da un kamikaze, che ha utilizzato una carica di 500 chilogrammidi esplosivo. Si tratta del primo attacco del genere in questa città. Il 10 maggio, un doppio attentato aveva fatto 55 mortia Damasco. Ilsegretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, ha attribuito ad Al Qaeda la responsabilità dei recenti attentati. Ha inoltre sottolineato che il presidente Assad non ha ancora attuato completamente il piano di pace proposto dall'inviato speciale di Nazioni Unite e Lega Araba per la crisi in Siria, Kofi Annan. Il capo degli osservatori dell'Onu nel Paese, il generale norvegese Robert Mood, ha aggiunto che nessun numero di osservatori potrà ottenere "una fine permanente delle violenze, se l'impegno a dare una chance al dialogo non sarà sincero da parte di tutte le parti interne ed esterne". "Sono preoccupato - ha affermato - per gli incidenti in cui ordigni esplosivi improvvisati prendono di mira civili innocenti, perché questo non aiuterà a risolvere la situazione". Intanto, dopo una contestata rielezione, il presidente del Consiglio nazionale siriano (Cns), Bourhan Ghalioun, ha annunciato le sue dimissioni. La rielezione di Ghalioun aveva suscitato ampie critiche, sia all'interno del gruppo che da parte dell'opposizione interna al regime del presidente siriano Bashar al-Assad, che accusa il Cns di non agire in modo democratico. In particolare, i Comitati di coordinamento locale, che fanno parte del Cns, hanno accusato il movimento di "impotenza politica" e di "mancanza totale di accordo con la visione della mobilitazione rivoluzionaria", ma anche di "emarginare la maggior parte dei rappresentanti della mobilitazione e dei membri del comitato generale del Consiglio stesso" A Bruxelles, nei giorni scorsi, l'Unione europea ha approvato un nuovo pacchetto di misure - il quindicesimo - contro il regime di Damasco. Il ministro degli Esteri italiano, GiulioTerzi, si è detto ottimista sulle prospettive del piano Annan, entrato in vigore il 12 aprile scorso, che prevede un cessate il fuoco ancora non rispettato. Di diverso parere il suo omologo saudita, ministro Saud al-Faisal, che ha fatto sapere che la fiducia verso il piano "si è ridotta". Sempre sul piano diplomatico, in una conferenza stampaa Damasco ilcapo delle operazioni di peacekeeping dell'ONU, Herve Ladsous, ha ammonito sulla presenza di gruppi terroristi, che approfittano della situazione per perseguire obiettivi propri, diversi da quelli della popolazione siriana. "Si tratta di una sorta di terzo partito", li ha definiti, "al quale bisogna prestare particolare attenzione". Fonti europee lasciano intendere che la primavera araba ha "affaticato" i paesi occidentali, rendendo meno efficace il sostegno alla sollevazione in Siria. Anche Franco Frattini, ex ministro degli esteri italiano, ha dichiarato che "l'opposizione siriana può contare solo sulla lega araba".