Siria, la popolazione in ginocchio

03/05/2012 di Redazione
Siria, la popolazione in ginocchio

In Siria la situazione non migliora ed è recente la notizia di nuovi attentati. Mentre sono continuati bombardamenti e cannonate dell'esercito, in particolare ad Homs e sulla costa mediterranea, 15 membri delle forze di sicurezza sono caduti in un agguato teso dai ribelli nei pressi del villaggio di Al-Rai, situato nella provincia settentrionale di Aleppo. Lo riferiscono gli attivisti anti-regime. Ricordiamo che il cessate il fuoco, promosso dall'inviato speciale di Lega araba e Nazioni unite Kofi Annan, avrebbe dovuto portare alla fine dei combattimenti entro il 12 aprile, ma nonostante una riduzione degli attacchi, le violenze proseguono. Le forze governative continuano a bombardare aree ribelli, mentre i dissidenti portano avanti imboscate contro le truppe di Assad. L'alto funzionario delle Nazioni Unite con delega per le operazioni di mantenimento della pace, Hervè Ladsous, ha accusato entrambe le parti nel conflitto di non rispettare la tregua fissata dal piano di pace. E  la popolazione sta sempre peggio."Siamo profondamente preoccupati del fatto che mezzo milione di persone hanno difficoltà a procurarsi cibo sufficiente, soprattutto nelle zone più colpite dalla violenza", afferma Abeer Etefa, portavoce del programma mondiale dell'Onu. Secondo Etefa, dopo una valutazione da parte delle agenzie Onu, del governo siriano e dell'Organizzazione della cooperazione islamica. Il programma è risuscito a raggiungere circa 250mila persone e prossimamente dovrebbe raddoppiare i destinatari. Ad Homs e Hama, dove interi quartieri sono stati sbriciolati, i residenti devono restare in fila per ore per comprare il pane, mentre carne e verdure sono raramente disponibili, e, comunque, inaccessibili per la stragrande maggioranza della popolazione. Secondo il Norwegian Refugees Council e l'Internal Displacement Monitoring Center di Ginevra, dalla Siria sono state sfollate, circa 200mila persone. Molte persone non riescono a procurare cibo per se stessi. Gli attivisti dichiarano di avere difficoltà a sfamare tutti. Secondo l'Onu gli scontri in Siria, da inizio 2011 ad oggi hanno causato la morte di circa 8mila persone