Verso Palermo con la nave della legalità per ricordare la strage di Capaci

24/05/2012 di Redazione
Verso Palermo con la nave della legalità per ricordare la strage di Capaci

Il 22 maggio dai porti di Napoli e di Civitavecchia sono partite le due Navi della legalità su ciascuna delle quali viaggiano circa 1.300 studenti. Dal 2002, inoccasione del decennale dell'attentato a Giovanni Falcone e alla sua scorta, la Fondazione Giovannie Francesca Falcone, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, ha concentrato la sua attenzione sulle scuole, con le quali ha iniziato a realizzare percorsi di educazione alla legalità a livello nazionale. Tali progetti hanno il loro momento conclusivo il 23 maggio, giorno della strage di Capaci, che negli anni è diventato un appuntamento molto atteso dai docenti e dagli studenti del nostro Paese. In questi anni, infatti, la partecipazione è stata altissima ed è stata resa possibile dalla stretta collaborazione con le Forze dell'Ordine, con Enti e Associazioni che si sono rese disponibili a lavorare insieme. Il 23 maggio è ormai diventata la data simbolo dell'impegno delle scuole nella diffusione della cultura della legalità e del contrasto ad ogni atteggiamento mafioso. Le navi della legalità rappresentano tutto questo.  Durante il viaggio i ragazzi e i docenti hanno dialogato e si sono confrontati con importanti figure delle istituzioni e delle associazioni che si occupano di legalità. E nella mattinata del 23 maggio le delegazioni di centinaia di studenti delle scuole di Palermo e di tutta la Sicilia hanno atteso al porto l'arrivo delle navi per accogliere le scuole del resto d'Italia. Era il 23 maggio del 1992 un cratere profondo3 metrie largo 13, lungo l'autostrada che dall'aeroporto di Punta Raisi porta a Palermo, all'altezza dello svincolo per Capaci. In questo paesaggio sfigurato, tra lamiere contorte e uliveti, a pochi passi dal mare,  vengono uccisi Giovanni Falcone ela moglie Francesca Morvilloinsieme agli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo. Sono morti, sono morti di mafia.