26 giugno Giornata internazionale per le vittime di tortura

28/06/2012 di Redazione
26 giugno Giornata internazionale per le vittime di tortura

L'Italia si presenta al 26 giugno, Giornata internazionale per le vittime di tortura, impreparata e in ritardo rispetto all'obbligo internazionale di prevenire e reprimere la tortura. Nelcodice penale non c'è il reato di tortura e l'Italia tende inoltre a erodere sempre di più, e con vari mezzi, la necessità di garantire che le persone espulse dal paese non corrano il rischio di essere esposti a tortura.
Per questi motivi i Gruppi della Sezione Italiana di Amnesty International 3 stanno organizzando iniziative in tutto il paese, chiedendo al governo italiano di rispettare i suoi impegni contro la tortura. In tutte le occasioni, gli attivisti raccoglieranno post-it che verranno affissi su manifesti giganti, per ricordare al governo italiano la necessità di:
1. introdurre nel codice penale il reato di tortura e ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura;
2. condannare pubblicamente le rendition, accertare il coinvolgimento dell'Italia in tali pratiche illegali, collaborare alle inchieste e ai procedimenti giudiziari in corso e alle indagini internazionali;
3. non fare affidamento sulle "assicurazioni diplomatiche" fornite da altri governi, secondo le quali le persone espulse dall'Italia non saranno torturate dopo l'arrivo;
4. rendere le norme del c. d. decreto Pisanu sulle espulsioni conformi agli standard internazionali sui diritti umani in materia di tortura e annullare le espulsioni già effettuate in assenza di tali garanzie;
5. mantenere l'effetto sospensivo dell'espulsione nei casi di ricorso contro il diniego dello status di rifugiato, introdotto dalle norme sull'asilo entrate in vigore nel marzo 2008.
L'Italia aspetta da quasi 20 anni l'introduzione del reato di tortura nel codice penale, lacuna recentemente messa in evidenza anche dai pubblici ministeri nel processo per le violenze emerse in relazione alla permanenza a Bolzaneto di oltre 250 manifestanti durante il G8 di Genova nel 2001. Non ha inoltre ratificato il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, che imporrebbe l'adozione di meccanismi di prevenzione della tortura. Inoltre, viene erosa sempre più la salvaguardia dalla tortura in caso di espulsione, attraverso interventi che da alcuni anni tendono a cancellare i meccanismi che permettono di evitare il rinvio nel suo paese di una persona che sarebbe lì sottoposta a tortura e maltrattamenti.