Con Carla e Valerio nel cuore

07/06/2012 di Redazione
Con Carla e Valerio nel cuore

Si è spenta nel tardo pomeriggio del 5 giugno Carla Zappelli Verbano. Tuuti noi l'abbiamo vista, incontrata almeno una volta. Abbiamo ascoltato le sue parole, osservato i suoi timidi gesti. "Mi chiamo Carla Verbano e sono la madre di Valerio Verbano, ucciso nel 1980 in casa davanti ai miei occhi da tre fascisti dei Nar. Aiutatemi a scoprire la Verità". In sole tre righe spiegava lo scopo della sua vita, della sua battaglia, parole che aprono la sua pagina Facebook. Carla Verbano era, è, la madre di Valerio, militante comunista del comitato di lotta Valmelaina, quartiere della periferia romana, ucciso il 22 febbraio del 1980 da un commando fascista che, dopo essere entrato con una scusa nella  sua abitazione e dopo aver legato i genitori, ha atteso per 50 minuti il suo ritorno per poi assassinarlo a sangue freddo. Da quel giorno Carla non si è mai fermata, ha continuato la sua lotta fin quando non è stato riaperto il caso ma probabilmente non conoscerà mai la fine. «L'inizio deve essere folgorante, Carla, mi dicono quelli ai quali parlo del libro. Capirai, folgorante, alla mia età. Io come inizio ho scelto la cosa più innocua che ci sia, un sogno. Perché quando mi sveglio, ogni mattina da trent'anni, voglio tutt'altro: sia folgorante la fine, di questa storia», Scriveva nel suo libro.