CRC: pubblicato il 5 Rapporto sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia

07/06/2012 di Redazione
CRC: pubblicato il 5 Rapporto sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia

E'stato pubblicato il 5 rapporto CRC, l'organismo che monitora lo stato di attuazione della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia. Il Rapporto denuncia un aumento della povertà, della dispersione scolastica e del lavoro minorile. Effetti della crisi sulla già difficile situazione dei diritti dei minori nel nostro paese. Sono oltre 1 milione e 800 mila i minori in condizioni di povertà relativa, di cui circa 1 milione e 200 mila al sud e questo senza contare gli altri 359 mila bambini che nel meridione vivono in condizioni di povertà assoluta. I più esposti al fenomeno del lavoro minorile sono i maschi compresi tra gli 11 e i 14 anni che vivono in zone ad alto tasso di disoccupazione. Ancora, secondo il rapporto, il fenomeno dell'abuso dei minori online continua a essere molto sviluppato. E in questo non aiuta la mancata ratifica della Convenzione di Lanzarote per il contrasto internazionale a questo tipo di reati. Secondo Raffaella Milano del Gruppo Crc "la mancanza di una visione chiara degli investimenti e l'assenza di fondi per l'implementazione del Piano Nazionale Infanzia aumentano il disagio di molti minori". Il Gruppo Crc ha anche espresso la sua preoccupazione per la cancellazione del Fondo nazionale straordinario per i servizi socio educativi per la prima infanzia e per la mancata previsione dello stanziamento di risorse per il Fondo nazionale per le politiche sociali. Per quanto riguarda i minori stranieri in Italia, il rapporto dichiara che  al 31 dicembre del 2011 erano 7750 i minori nati in altri stati presenti sul territorio italiano. Di questi, 1790 erano irreperibili. Il rapporto evidenzia l'inadeguatezza del sistema di accoglienza, che spesso priva i bambini di cure adeguate e della libertà personale. Si evidenzia, inoltre, il varo di una legge per l'acquisizione della cittadinanza per i figli dei migranti nati in Italia. "Auspichiamo che ogni istituzione possa, nel proprio ambito di intervento, cogliere l'urgenza delle criticità sollevate nel rapporto e adoperarsi per risolverle", conclude Raffaela Milano. "Il Gruppo Crc si impegnerà a collaborare in modo da arrivare al prossimo appuntamento con il comitato Onu con un quadro delle politiche per l'infanzia e l'adolescenza più conforme alla Convenzione e soprattutto avendo risolto alcune delle criticità più rilevanti del nostro sistema".