Decreto taglia-Province, nel Lazio si salvano solo Viterbo e Frosinone

28/06/2012 di Redazione
Decreto taglia-Province, nel Lazio si salvano solo Viterbo e Frosinone

Il decreto legge per la soppressione delle Province su cui sta lavorando il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi sta prendendo gradatamente forma. E se nel decreto Salva Italia, il governo presieduto da Mario Monti si era limitato a ipotizzare che le funzioni attribuite alle Province sarebbero passate alla gestione di Comuni e Regioni, ecco che in corso d'opera sono maturati i criteri per stabilire quali istituzioni provinciali conservare e quali eliminare. Il piano del governo prevede, secondo le indiscrezioni delle ultime ore, la soppressione delle amministrazioni che non soddisfano due dei  tre requisiti base: una popolazione superiore ai 350mila abitanti; una superficie superiore ai 3mila kmq; un numero di Comuni maggiore di 50. Nel Lazio, va da sé, Roma è una "fuoriclasse" per popolazione (3.391.078), superficie (5.381 kmq), numero di Comuni (121). Diverso il discorso per le altre provincie: Rieti non ce la farebbe: ok per il numero dei Comuni (73), ma insufficiente popolazione (156.142 abitanti) e superficie (2.749 kmq). Pollice verso anche per Latina: la ragguardevole popolazione (la seconda del Lazio, 544.391) non andrebbe a colmare gli indici negativi legati alla superficie (2.250 kmq) e al numero di Comuni (33). Nel Lazio si salverebbero dunque solo Frosinone e Viterbo. La prima è in grado di centrare tutti e tre i requisiti: popolazione (493.928 abitanti), superficie (3.612 Kmq.), Comuni (91). Viterbo, invece, due su tre: bene per ciò che concerne la superficie (3,612 Kmq.) e il numero dei Comuni (60), male per la popolazione (313.998).