Di Malagrotta si muore

21/06/2012 di Redazione
Di Malagrotta si muore

Il Dipartimento di epidemiologia della Asl  Roma E ha consegnato ai pm che indagano sulla discarica di Malagrotta un rapporto sul filo conduttore che lega la discarica alle malattie tumorali che stanno investendo gli abitanti nelle zone limitrofe alla discarica. Nello specifico, le residenti donne, manifesterebbero tumori della laringe e della vescica, e anche problemi circolatori. Mentre per gli uomini sarebbero aumentate le malattie dell'apparato respiratorio. Il rapporto continua, il quadro di mortalità generale, basato sugli 85mila residenti dal 2001 al 2010, rientrerebbe nella media, fatta eccezione per alcune patologie mortali: il tumore alla mammella e le malattie cardiovascolari. Spiega la relazione "Le patologie dell'apparato cardiovascolare (donne) e dell'apparato respiratorio (uomini) sono aumentate tra i residenti nell'area più prossima agli impianti. Per le patologie tumorali, si osserva tra le donne un eccesso di tumore della laringe e della mammella nelle zone più prossime, mentre tra gli uomini si osserva una riduzione del rischio per il tumore del polmone". E continua  "I residenti (uomini e donne) più prossimi agli impianti ricorrono più frequentemente alle cure ospedaliere (+8 per cento), in particolare per malattie circolatorie, urinarie e dell'apparato digerente. Tra gli uomini si è osservato un aumento dei ricoveri per patologie della tiroide". Gli impianti presi in esame sono tre: la discarica, il relativo inceneritore e una raffineria presente nella stessa zona. Dice il rapporto "Per quanto riguarda i risultati relativi alle concentrazioni dei singoli inquinanti, si è riscontrata nei gruppi più esposti a discarica e raffineria una maggiore frequenza di tumori della laringe e della vescica (mortalità e ricoveri) nelle donne residenti. Limitatamente ai ricoveri, si è osservata un'associazione tra discarica e malattie dell'apparato circolatorio (donne)". E il giudizio complessivo è pesante "Sono stati riscontrati, sia per la mortalità e soprattutto per le ospedalizzazioni, alcuni eccessi di rischio degni di nota, in particolare per malattie respiratorie, cardiovascolari e per alcune forme tumorali". A rendere la situazione particolarmente pericolosa sarebbe stato il contatto tra la discarica più grande d'Europa,240 ettariormai stracolmi, e la falda acquifera sottostante.A rilevare ildato, un'altra perizia elaborata nei mesi scorsi, questa volta dall'Arpal, dopo aver fatto prelievi in sessantuno differenti punti della zona. Il verdetto era stato chiarissimo venivano continuamente superati i limiti alla presenza di sostanze pericolose come ferro, manganese e nichel, mentre in alcuni prelievi l'arsenico e il benzene oltrepassavano addirittura di 30 volte i limiti di legge. Ma in alcuni casi, la quantità di arsenico sarebbe arrivata addirittura a 200 volte oltre il quantitativo previsto dalla legge.