Emilia, i post del disastro

07/06/2012 di Redazione
Emilia, i post del disastro

Imprenditori che pur di continuare le loro produzioni fanno firmare liberatorie ai propri lavoratori. Le aziende si svincolano da responsabilità civili e penali nel caso di danni provocati dal terremoto.
La liberatoria richiesta dagli imprenditori è stata commentata dai sindacalisti come "un dramma nel dramma", secondo le parole di Antonio Mattioli della Cgil Emilia Romagna. Le imprese di cui si parla sono quelle che ancora non hanno avuto il certificato di agibilità dei capannoni e quindi il via libera per la rispesa produttiva. Secondo quanto stabilito dai provvedimenti della Protezione civile, sono le stesse imprese a doversi assumere il compito di mettere in sicurezza e procedere agli accertamenti e ai controlli per ripristinare l'attività produttiva, ma intanto fanno firmare le liberatorie. Intanto la situazione in Emilia Romagna ancora non si è placata, infatti dal 20 maggio ad oggi sono state 638 le scosse che hanno l'area, i feriti sono 350, quasi un milione gli abitanti coinvolti, 14 mila sfollati e ad oggi, 26 i morti.
E il disastro non si ferma qui, infatti sono morti a migliaia tra rondini maiali e mucche. Sono centinaia i capi di allevamento rimasti schiacciati dentro stalle e capannoni, a cominciare dai maiali e dalle mucche, ma sono soprattutto gli uccelli ad essere vittime di una vera e propria strage faunistica.  "La scossa e' avvenuta in piena notte - ha spiegato all'Adnkronos Piero Milani, responsabile del centro faunistico 'Pettirosso' di Modena - quando gli uccelli erano tutti nei nidi all'interno delle torri e delle rocche che sono crollate. Si tratta soprattutto di rondini, rondoni e balestrucci, ritrovati morti tra i mattoni e le macerie precipitate al suolo". Gran parte dei nidi non esiste piu'. Si sono salvati solo quelli costruiti sugli alberi. "Una cinquantina di esemplari adulti e di piccoli sono stati salvati, anche grazie all'intervento del corpo forestale e della protezione civile - ha aggiunto Milani - ma per ora non e' possibile fare molto poiche' le 'zone rosse' sono perimetrate e non e' possibile accedere per il rischio di nuovi crolli". Tantissimi anche gli esemplari con le ali fratturate. Sotto stress anche le mucche che, spiega Coldiretti, a causa della scossa e dello sciame sismico hanno ridotto la produzione di latte del 10%. "I ritmi fisiologici degli animali allevati, - sottolinea l'associazione - sono scombussolati dallo sciame sismico mucche e maiali".
intanto nuove scosse di terremoto hanno investito anche Ravenna.