Flussi migratori, nuove rotte per gli arrivi

14/06/2012 di Redazione
Flussi migratori, nuove rotte per gli arrivi

 "Da gennaio a fine maggio 2012 sono arrivate non più di mille persone,  ha comunicato di recente il ministro dell'Interno Cancellieri.  Stiamo parlando all'incirca di 20 barconi: numeri assolutamente trascurabili rispetto a quelli di un anno fa, quando nello stesso periodo erano sbarcate 30mila persone". Questo è quanto dichiarato da Gabriele Del Grande dell'Osservatorio Fortress Europe che registra dal 1988 gli sbarchi dei migranti avvenuti sulle coste europee. Era prevedibile una diminuzione dei numeri dei "viaggi della speranza" viste le cifre del 2011, coincise con le rivoluzioni arabe, si pensi che ad esempio quella tunisina, aveva portato in Italia 25mila migranti. "Dalla Tunisia oggi non arriva più nessuno perché chi voleva partire l'ha fatto allora, e comunque oggi i rimpatri forzati sono messi in atto molto velocemente", riprende Del Grande, autore di due libri sul tema ("Mamadou va a morire" e "Il mare di mezzo"). "Invece in Libia, con il nuovo assetto politico, è scomparso il network di trafficanti che gestiva le partenze, quindi non parte praticamente più nessuno, a parte qualche caso isolato, comunque tragico", come quello denunciato la scorsa settimana dall'ong Everyone group su segnalazione di un giornalista somalo della Bbc, che ha parlato di almeno dieci suoi concittadini morti in mare a causa di un'avaria al barcone su cui viaggiavano e partiti dalla costa libica verso l'Italia. Fortress Europe ha calcolato che in 24 anni le morti in mare sono state 18.278, 2.352 solo nel 2011. "Il mare è in buone condizioni da due mesi e gli arrivi si contano sulle dita di una mano: non è plausibile un aumento nei prossimi mesi. Ma non cadiamo nell'errore di considerare finiti i flussi migratori, semplicemente sono cambiate le rotte, si viaggia di più via terra, ad esempio attraverso la Turchia", afferma Del Grande.