Il Coordinamento della Valle del Sacco sbarca a Bruxelles

14/06/2012 di Redazione
Il Coordinamento della Valle del Sacco sbarca a Bruxelles

Il 7 e l'8 giugno 2012 si è tenuto a Bruxelles presso la sede del parlamento europeo, un seminario promosso dall'eurodeputato Niccolò Rinaldi, rivolto agli amministratori dell'Italia Centrale. Gli incontri erano  finalizzati ad informare gli amministratori degli Enti Locali riguardo la corretta gestione dei fondi strutturali europei ed i criteri con i quali impostare i progetti. I lavori si sono aperti con  un excursus sulla situazione di difficoltà dovuta in primo luogo ai conflitti di competenza tra enti ma anche alla scarsa informazione che amministratori, parti sociali e cittadini hanno a riguardo di queste opportunità che l'Europa da anni offre. Il Coordinamento Valle del Sacco (CSV) è stato loro ospite, per esporre lo stato di disagio della popolazione, e la mancanza di un serio progetto di risanamento del territorio. Dopo la conferenza dei funzionari addetti alla gestione dei fondi strutturali, è intervenuto il CSV illustrando la storia dei primi insediamenti industriali del territorio dove da sempre sono state localizzate le industrie ad alto impatto ambientale che hanno determinato le servitù ancor oggi in essere: le produzioni belliche, il pesante polo chimico per la produzione di insetticidi e composti chimici ed il cementificio a Colleferro; il polo farmaceutico nato con la Cassa del mezzogiorno più a sud; le industrie di oggi, soprattutto quelle per l'incenerimento di rifiuti e pneumatici, oltre che di biomasse. Inoltre sono state illustrate le mappe che evidenziano come nel raggio di pochi chilometri si concentrano un  numero considerevole di impianti, come  la discarica di Colle Fagiolara. Inoltre sono state illustrati i processi in corso, la storia delle denunce, la mancata messa in sicurezza dei siti inquinati a dispetto delle ingiunzioni, gli esposti, i ricorsi al TAR, le sentenze della Corte dei Conti per danni alla Cassa depositi e prestiti e al Ministero dell'Economia e delle Finanze. E inoltre La segnalazione che Regione e Provincia, ancora aprono procedute di Vas e Via analizzando il singolo impianto proposto (come nel caso della Turbogas di Colleferro), non contemplando la necessità di verificare il contesto nel quale si inserisce l'impianto. Questi amministratori sono rimasti sopratutto stupiti del fatto che le ipotesi di reati sono state segnalate agli organi giudiziari da cittadini singoli o associati, e mai da istituzioni, un chiaro esempio di come la politica nel nostro territorio non e' stata in grado di sollecitare i controlli e governare le dinamiche in atto. Il prossimo passo in Europa sarà chiedere audizione alla Commissione petizioni, la stessa che ha di recente accolto le istanze di Corcolle, per tentare di bloccare quanto previsto dal piano rifiuti della Regione Lazio.