Lampedusa non è un'isola. Profughi e migranti alla porte dell'Italia

21/06/2012 di Redazione
Lampedusa non è un'isola. Profughi e migranti alla porte dell'Italia

"Lampedusa non è un'isola. Profughi e migranti alla porte dell'Italia", è il Pre-Rapporto 2012 sullo stato dei Diritti in Italia a cura di "A Buon Diritto Onlus", presentato a Roma in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato. Il rapporto dichiara che dal  1999 al 2011, per i Cie sono stati spesi 985,4 milioni di euro. Ogni ospite costa in media 45 euro al giorno, con grosse differenze tra un centro e l'altro (34 aBari,75 aModena), quest'anno le gare sono al ribasso, ma il rapporto si chiede "quali servizi verranno offerti", ad esempio a Bologna, dove il tetto massimo è stato fissato a 28 euro. La percentuale di espulsi sui trattenuti supera il 60% a Milano e Modena, è intorno al 50% a Bologna e Torino, ma a Roma scende quasi al 40%, a Bari al 34%, a Brindisi addirittura al 25%. I "detenuti" rimangono in media 43 giorni nei centri, sono nell'88% dei casi maschi, e per quanto riguarda  le nazionalità,  nel 2011, il 40% erano tunisini, dato relativo ai numerosi sbarchi della rivoluzione, seguiti da marocchini, il 16% e nigeriani, il 9%.  E i  servizi? A Bologna e Modena ci sono mediatori culturali, a Roma e Torino no. Come ricordavano qualche giorno fa i radicali al convegno "Immigrazione Una sfida & una necessità, si stima che la metà dei migranti trattenuti nei centri di identificazione ed espulsione provengano direttamente dal carcere, "dove però raramente vengono avviate le procedure di identificazione, delegate alle strutture dei Cie. Sarebbe necessario allora identificare gli immigrati detenuti già negli istituti penitenziari", evitando così il circolo vizioso carcere-Cie.