Morsi è il nuovo presidente dell’Egitto: il candidato dei Fratelli musulmani vince il ballottaggio

28/06/2012 di Redazione
Morsi è il nuovo presidente dell’Egitto: il candidato dei Fratelli musulmani vince il ballottaggio

Mohamed Morsi è il nuovo presidente egiziano. Il candidato dei Fratelli musulmani ha vinto con il 51,7 per cento dei consensi al ballottaggio con Ahmed Shafiq, ex generale e ultimo premier di Mubarak. Secondo i risultati ufficiali il nuovo presidente ha conquistato quasi 900mila voti in più del rivale, ottenendo complessivamente oltre 13 milioni di consensi. Alle urne sono stati chiamati più di 50 milioni di egiziani, ma l'affluenza è stata del 51,8 per cento.  A 16 mesi dalla caduta del rais, Morsi è il primo presidente egiziano democraticamente eletto. Mohammed Morsi ha tuttavia rinunciato alla sua militanza nei Fratelli Musulmani, come aveva promesso che avrebbe fatto se avesse vinto; inoltre, per rassicurare quanti nel Paese e nella comunità internazionale temevano tensioni e scontri con la "vecchia guardia", ha reso omaggio alla magistratura e all'esercito, che, ha detto, hanno saputo sorvegliare il processo democratico.  Al neoeletto sono arrivate le congratulazioni del capo della giunta militare, il maresciallo Hussein Tantawi.
"Un saluto rispettoso - si legge nel  sito internet del nuovo presidente egiziano - alla giusta e onorevole magistratura e agli uomini coraggiosi dell'esercito e della polizia che hanno protetto il processo democratico con tutti gli onori. Congratulazioni all'Egitto".
Infine, con un occhio al diffidente Israele, ha ribadito che l'Egitto rispetterà tutti i trattati internazionali. Il nuovo leader incassa le congratulazioni di Barack Obama, e il plauso di Hamas: in campagna elettorale il capo della Fratellanza aveva infatti promesso sostegno ai palestinesi "nella loro lotta legittima", e alla notizia della sua elezione a Gaza esplode la gioia. Infine, con un occhio al diffidente Israele, ha ribadito che l'Egitto rispetterà tutti i trattati internazionali. La consultazione ha tenuto con il fiato sospeso l'Egitto, con entrambi i candidati - Morsi e Ahmed Shafiq - autoproclamatisi vincitori subito dopo il secondo turno elettorale. Ingenti le misure di sicurezza messe in campo nel timore di scontri: da giorni piazza Tahrir, il luogo simbolo della primavera araba, è tornata a riempirsi di manifestanti a favore del candidato della Fratellanza e contro i militari al potere, che lo scorso fine settimana hanno deciso di assumere il controllo sul potere legislativo, dopo chela Corte Suprema aveva dichiarato illegittimo il Parlamento dominato dalla Fratellanza. Difficile ancora dire quali conseguenze avranno il pronunciamento della Corte e il controllo del militari sull'esercizio del potere da parte di Morsi. Sessantuno anni, ingegnere specializzatosi negli Stati Uniti, tornato in Egitto, Morsi è stato membro del Parlamento dal 2000 al 2005. Non era la prima scelta della Fratellanza, ma è diventato candidato dopo che il leader Khairat Saad El-Shater, dotato di maggior carisma, è stato escluso dalla corsa alla presidenza dalla commissione elettorale. Suo obiettivo programmatico è quello di ricostruire l'Egitto e ridare dignità agli egiziani in uno stato 'non teocratico', ma che faccia riferimento diretto alla Sharia, la legge coranica. Per vincere al ballottaggio, ha cercato di attrarre i voti dei rivoluzionari e di presentarsi come l'unico candidato che avrebbe impedito il ritorno degli uomini del regime di Mubarak.