In corteo per l’acqua: no alla svendita di Acea

07/06/2012 di Redazione
In corteo per l’acqua: no alla svendita di Acea

Sabato 2 giugno a Roma nuova manifestazione per protestare contro ogni progetto di privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici, e ribadire che l'esito referendario di un anno fa non può essere ignorato dal governo e dalle istituzioni. Nel giorno di festa nazionale il popolo dell'acqua bene comune ha affermato  "La Repubblica siamo noi", per le strade della capitale hanno sfilato i comitati per l'acqua di tutta Italia, dalla Puglia alla Campania, dal Veneto alla Lombardia, alla Toscana, all'Abruzzo; anche Ferrara, Forlì e Bologna hanno voluto essere presenti nonostante il terremoto. Un successo per la manifestazione, considerando la (non casuale) coincidenza con la discussa parata militare: ma, come precisano i promotori, "il 2 giugno è da sempre la festa della Repubblica, ovvero della res publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una festa ormai da anni espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, come se quella fosse l'unica funzione rimasta a un 'pubblico', che si vuole progressivamente consegnare agli interessi dei grandi gruppi bancari e dei mercati finanziari". Invece oggi, a un anno dalla vittoria al referendum, diecimila persone gridano ancora il loro no: l'acqua e i servizi pubblici non si privatizzano e non ci si possono fare profitti. "Difendere i beni comuni, in primis l'acqua, vuol dire difendere anche i nostri territori, tutelarli per fare in modo che un sisma non sia una tragedia umana, sociale ed economica. Per questo per noi oggi era irrinunciabile essere a questo corteo", raccontano gli attivisti dei comitati emiliani, sottolineando "l'impegno straordinario di volontari, associazioni e comitati per portare sostegno alle popolazioni colpite, ma soprattutto tutelare i cittadini e il nostro territorio dagli sciacalli e dagli speculatori delle calamità naturali e dalle logiche dell'emergenza: la popolazione deve partecipare, non essere medicalizzata nelle tendopoli". In primo piano anche i comitati romani, in lotta contro la privatizzazione di Acea voluta dal sindaco Gianni Alemanno, che sfilano dietro lo striscione "Roma non si vende". Un'opposizione che sta dando i suoi frutti, grazie alla mobilitazione fuori e dentro l'aula del consiglio comunale, dove la delibera contestata è ferma ormai da un mese con Alemanno sempre più in difficoltà e lo spettro del commissariamento, se il bilancio non sarà approvato in tempo, che incombe.