Prorogato l’accordo Maroni-Geddafi tra Italia e Libia?

21/06/2012 di Redazione
Prorogato l’accordo Maroni-Geddafi tra Italia e Libia?

Amnesty International nel Rapporto "Sos Europe" ha denunciato un nuovo accordo tra l'Italia e la Libia sull'immigrazione. "Nonostante le rimostranze di Amnesty International e altri gruppi sulle violazioni dei diritti umani - è scritto nel documento - il 3 aprile del 2012 l'Italia ha firmato un nuovo accordo con la Libia per limitare il flusso dei migranti. I termini dell'accordo non sono stati resi noti. Un comunicato stampa si limitava a dare la notizia senza fornire ulteriori dettagli sulle misure decise o denunciare la terribile situazione di migranti e rifugiati nel Paese". Il Patto sarebbe stato firmato il 3 aprile scorso dalla ministra dell'Interno Annamaria Cancellieri e il leader del Consiglio nazionale  di transizione Mustafa Abdul Jalil, che è al potere nel Paese nordafricano dopo la caduta di Gheddafi. Secondo Amnesty l'accordo dà alle autoritàitaliane ildiritto di respingere i migranti e rispedirli in Libia. Una chiara violazione della Convenzione europea sui diritti umani, si legge nel rapporto "L'Italia nella migliore delle ipotesi, ha ignorato la terribile situazione dei migranti. O, nella peggiore delle ipotesi, si è mostrata disponibile a passare sopra agli abusi dei diritti umani in nome del proprio tornaconto politico interno. E' risaputo che i rifugiati dall'Eritrea o dalla Somalia rischiano di subire torture una volta rientrati a Tripoli. Molti di loro vengono accusati di aver lavorato come mercenari per le truppe pro-Gheddafi.  Lo scorso febbraiola Corte Europeadei diritti umani aveva condannato l'Italia per i respingimenti in mare. La sentenza riguardava il caso  Hirsi Jamaa e altri, ossia il ritorno forzato in Libia nel 2009 di 11 somali e 13 eritrei (insieme ad altre 200 persone) a bordo di navi italiane. I migranti non avevano avuto alcuna possibilità di presentare richiesta di protezione.
L'Italia si era difesa sostenendo che l'operazione era un salvataggio e che gli accordi bilaterali con il Paese avevano dei precedenti nel diritto internazionale. Ma per la Corte chiunque salga a bordo di una nave italiana deve essere soggetto alla Convenzione dei diritti umani. Al tempo il governo Monti aveva accettato la sentenza e si era impegnato al "rispetto assoluto dei diritti umani e alla salvaguardia della vita degli uomini in mare".
Secondo Amnesty International al momento è impossibile "una qualsiasi collaborazione con la Libia in materia di controllo dell'immigrazione, giacché nel paese mancano anche le minime garanzie nei confronti dei diritti e delle libertà fondamentali".
Ciò che lascia non meno esterrefatti è la mancata conoscenza dell'accordo da parte dell'opinione pubblica. È gravissimo, a  nostro avviso, che un accordo bilaterale così importante e con ripercussioni così profonde sui diritti dei migranti, sia stato reso noto da un'organizzazione non governativa come Amnesty International, mentre il Ministero dell'Interno si limita ad uno scarno comunicato che non entra nel merito dell'accordo e non ne chiarisce tutti i contenuti. Per non parlare dei mezzi di informazione, dalla stampa ai telegiornali, da cui non si è avuta notizia alcuna,a parte ilquotidiano "La Stampa", di cui proprio uno dei suoi giornalisti, Guido Ruotolo, aveva denunciato, in un articolo apparso il 18 giugno, il nefasto accordo di cui è venuto a conoscenza in circostanze poco chiare. È inaccettabile che i termini delle relazioni, pur necessarie, tra due Stati risultino poco conosciute dall'opinione pubblica dei rispettivi Paesi, a maggior ragione quando esse sono capaci di incidere in modo così grave sui diritti di rifugiati e richiedenti asilo.