Richiesta proroga dei permessi di soggiorno per i migranti che vivono nelle zone colpite dal sisma

07/06/2012 di Redazione
Richiesta proroga dei permessi di soggiorno per i migranti che vivono nelle zone colpite dal sisma

Il terremoto che in questi giorni ha colpito molti comuni emiliani non ha apparentemente fatto differenze. La maggior parte delle vittime colpite dal terremoto erano lavoratori, spinti a rischiare la vita pur di non essere licenziati, operai italiani e migranti erano al lavoro. Molti di loro sono rimasti senza una casa in cui dormire e un luogo di lavoro dove guadagnarsi un salario. In questa strage di operai sono quattro i migranti che hanno pagato con la vita il loro lavoro e sono centinaia gli sfollati e i rimasti senza impiego. In questa situazione, i migranti pagano un prezzo ancora più alto a causa delle leggi che regolano la loro permanenza in Italia. Nelle misure d'urgenza prese dal Governo non c'è nessuna attenzione per la particolare condizione che i migranti vivono in Italia a causa delle norme delle legge Bossi-Fini. Molti sono i coordinamenti che si stanno formando di associazioni e non, che chiedono una proroga dei permessi di soggiorno per i migranti che vivono nelle zone colpite dal sisma.  Il Coordinamento Migranti Bologna e provincia chiede al Governo e a tutte le autorità competenti che: sia garantito il rinnovo del permesso di soggiorno e della carta di soggiorno, anche se nei prossimi due anni non saranno in grado di soddisfare i criteri di lavoro, reddito, abitazione previsti dal testo unico sull'immigrazione; sia cancellata per i prossimi due anni la tassa di rinnovo del permesso; sia garantito un uguale trattamento nei soccorsi e nell'assistenza, indipendentemente dal possesso di un permesso di soggiorno. "Serve un provvedimento urgente con cui far slittare tutte le scadenze relative ai rilasci e rinnovi dei permessi dei cittadini stranieri che sono presenti nei territori interessati dal sisma" in Emilia. Anche Felice Romano, segretario del SIULP, uno dei principali sindacati di Polizia, ha scritto al ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri per chiedere un intervento del governo. Ed è sicuro, spiega in una nota, che la risposta "non tarderà ad arrivare". "Questo provvedimento, spiega Romano, oltre ad imporsi per la non agibilità di alcuni uffici della Polizia presenti nei territori colpiti come a Mirandola, è anche necessario per non colpire due volte chi, non trovando occupazione perché le attività produttive sono compromesse e in ritardo per l'evento, potrebbe trovarsi addirittura nella condizione di clandestino e, in quanto tale, oggetto di provvedimenti di espulsione".