Critiche dall’Europa per l’Italia in materia di protezione

19/07/2012 di Redazione
Critiche dall’Europa per l’Italia in materia di protezione

Il settimanale tedesco "Der Spiegel" ha riportato nei giorni scorsi la sentenza di un giudice di Stoccarda sui richiedenti asilo nel nostro Paese. Il magistrato ha vietato il rientro in Italia a una famiglia palestinese che vi aveva fatto richiesta d'asilo. La motivazione? In Italia i profughi ricevono un trattamento "inumano e avvilente". Secondo Dominik Bender, avvocato di Francoforte esperto in diritti umani, "le amministrazioni italiane cercano intenzionalmente, attraverso la strategia dell'impoverimento, di spingere la gente verso altri Paesi europei". Lo "Spiegel" tiene anche conto però della difficile situazione che il nostro Paese sta vivendo, sia sotto il profilo economico che sotto quello organizzativo: l'Italia ha risentito più degli altri Paesi Ue degli effetti negativi della primavera araba, con l'arrivo massiccio di immigrati sulle nostre coste, prima dalla Tunisia e poi via via da tutti gli altri Paesi dell'Africa settentrionale. Critiche in ogni caso smorzate dal governo Merkel: "L'Italia", si legge in una nota dell'ufficio federale per la migrazione, "nonostante alcune lacune e disservizi, riserva un'assistenza per i profughi in linea con quella degli altri Paesi europei". Ma anche il "Financial Times", per mano del corrispondente Guy Dinmore racconta le condizioni del famigerato "Salaam Palace" (ironicamente, 'palazzo della pace') di Tor Vergata, meglio noto come "Palazzo della vergogna".  Al centro dell'attenzione del principale giornale economico-finanziario del Regno Unito c'è un luogo "sconosciuto a quasi tutti gli italiani", come scrive il reporter inglese, ma ben noto nel Corno d'Africa, come luogo da raggiungere dopo un lungo e insidioso viaggio attraverso il deserto e il mare Mediterraneo. Nelle scorse settimane il palazzo è stato visitato da Nils Muiznieks, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, che ha espresso critiche molto pesanti sul trattamento che l'Italia riserva ai rifugiati e ai richiedenti asilo. "L'Italia è abbastanza generosa nel concedere lo status di rifugiato, ma poi lo è molto meno in seguito", ha dichiarato Muiznieks al Financial Times, notando che l'amministrazione di Roma ha persino "tagliato l'acqua per tre giorni ai profughi del Palazzo della Vergogna". L'articolo del quotidiano britannico tocca anche un altro aspetto molto delicato del problema, quello dei cosiddetti Dubliners, ovvero dei migranti che una volta arrivati in Italia dall'Africa tentano la fuga verso la "terra promessa" dei Paesi nordeuropei, ma una volta identificati sono respinti nuovamente verso l'Italia, primo Paese che li ha accolti e ha concesso loro lo status di rifugiato. Il cronista inglese porta ad esempio il caso di Kbrom Tesfamihret, 31 anni, proveniente dall'Eritrea, che ha passato mesi nelle carceri di Francia, Olanda e Svizzera per il "crimine" di aver ottenuto l'asilo politico dall'Italia. "È meglio stare in prigione in Svizzera piuttosto che qui", è il suo commento. A ogni modo, la pessima reputazione che l'Italia si sta costruendo rispetto alla sua capacità e volontà di accoglienza e gestione dei rifugiati politici, potrebbe presto portare a un cambiamento. Un cambiamento determinato però non dall'interno, ma dall'esterno, cioè dalle decisioni delle istituzioni (Consiglio d'Europa e Tribunale di Strasburgo) e di alcuni tribunali europei (Ft cita quelli tedeschi e austriaci, ma anche in altri Paesi si registrano scelte analoghe) che stanno bloccando le espulsioni verso l'Italia.