11 luglio: Giornata europea in ricordo del genocidio in Bosnia

12/07/2012 di Redazione
11 luglio: Giornata europea in ricordo del genocidio in Bosnia

Era il 1995 aSrebrenica, tra l'11 e il 15 luglio, l'esercito serbo di Bosnia, agli ordini del Generale Ratko Mladic fece terra bruciata.  8mila bosniaci di religione musulmana furono uccisi, 40mila persone furono deportate, centinaia di donne violentate. In quel momento Srebrenica era "zona protetta" dell'Onu. Molti bosniaci erano arrivati a cercare rifugio in questo brandello di territorio ancora libero nella Bosnia orientale, portando a 40 mila gli abitanti della città che prima della guerra era abitata da 12 mila persone. L'ex presidente dei serbo-bosniaci, Radovan Karadžić  firmò l'ordine ai suoi militari: "Creare a Srebrenica una situazione di totale insicurezza e disperazione". Il suo ordine venne eseguito. Era estate, e nello svolgersi delle vacanze, nella distrazione dell'opinione pubblica, fu compiuto il più un grande e silenzioso massacro dalla fine della seconda guerra mondiale in Europa. Tra le montagne bosniache le persone si facevano saltare in aria con le granate pur di non essere prese vive. Il massacro della popolazione di Srebrenica era già stato definito genocidio dal Tribunale internazionale dell'Aija per l'ex Juguslavia, il 19 aprile 2004. Successivamente il Parlamento Europeo ha proclamato l'11 luglio Giornata della memoria con una risoluzione in cui afferma che il genocidio di Srebrenica è stato il maggior crimine di guerra perpetrato in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. E ha invitato gli Stati membri dell'Unione e dei Balcani Occidentali a dedicare l'11 luglio alla memoria di quei morti.