I sindaci calabresi sospendono lo sciopero della fame, ma la protesta continua

26/07/2012 di Redazione
I sindaci calabresi sospendono lo sciopero della fame, ma la protesta continua

Mimmo Lucano, sindaco di Riace, Giovanni Manoccio, sindaco di Acquaformosa e Giovanni Maiolo, operatore sociale a Caulonia, hanno sospeso lo sciopero della fame. La protesta però continua e dura ormai da più di una settimana. "I progetti di Riace, Caulonia ed Acquaformosa, che testimoniano di come sia possibile accogliere i migranti in modo umano e solidale promuovendo allo stesso tempo sviluppo locale, sono in serio pericolo" denunciano. "La Protezione civile da un anno non eroga i finanziamenti dovuti per i progetti "Emergenza Nord Africa", nonostante si tratti di fondi da tempo già stanziati dal Governo". Continuano, a causa del blocco dei finaziamenti, "gli operatori sociali non ricevono stipendio da moltissimi mesi e i  migranti devono vivere in case senza elettricità e rischiano la fame considerato che la maggior parte dei negozianti non può più permettersi di fare credito. Abbiamo urgente bisogno che vengano sbloccati i fondi del 2011 e quelli del2012". Il 25 luglio si è tenuta una manifestazione di protesta a Riace con una grande assemblea pubblica. "Aiutateci a mantenere viva l'alternativa ai Cara, ai respingimenti, alle galere etniche e alla clandestinizzazione dei fratelli e delle sorelle migranti, per un'accoglienza tra diversi, che sia umana e solidale", affermano Lucano, Maiolo e Manoccio. La decisione di sospendere lo sciopero della fame è venuta proprio al termine dell'assemblea. La partecipazione di  numerosi cittadini, rappresentanti istituzionali ed immigrati ha realizzato un forte dialogo territoriale. Il sindaco di Riace ha affermato che ''con la nostra protesta abbiamo evitato una rivolta come quella di Rosarno. Abbiamo deciso di interrompere lo sciopero della fame ma se la situazione non dovesse trovare una soluzione siamo pronti a riprendere la mobilitazione e questa volta andremo a protestare nei pressi della sede della protezione civile regionale''. L'assemblea si e' svolta nel luogo simbolo della protesta dei sindaci dove il primo cittadino di Riace ha appeso la fascia tricolore ad un chiodo con vicino un manifesto sul quale sono spiegate le motivazioni dello sciopero della fame. ''Ci troviamo ad affrontare, ha detto Manoccio, una situazione davvero difficile. Comprendiamo tutte le problematiche relative alle procedure ma chiediamo anche che si trovi una soluzione a questo problema''. Particolarmente toccanti sono stati gli interventi di numerosi migranti  che hanno espresso tutto il loro rammarico per la situazione in cui si trovano a vivere. Una donna africana, infine, ha lamentato l'impossibilita' di poter comprare il latte per i suoi bambini.