Egitto: Morsi sfida la Corte Costituzionale

12/07/2012 di Redazione
Egitto: Morsi sfida la Corte Costituzionale

Lo scorso giugno, una sentenza della Corte Costituzionale egiziana aveva dichiarato incostituzionale la legge con cui era stata eletta l'Assemblea del Popolo, la camera bassa del Parlamento. La Corte aveva stabilito che un terzo dei membri del Parlamento erano stati eletti illegalmente, perché la legge permetteva ai candidati politici di potersi candidare ai seggi riservati ai candidati indipendenti, e quindi l'assemblea non era valida. E così, la sentenza aveva portato allo scioglimento dello stesso organismo. Ma Morsi, divenuto presidente, ha annullato lo scioglimento del Parlamento, ribaltando il verdetto della Corte Costituzionale egiziana. Una decisione che ha fatto salire la tensione tra la giunta militare egiziana e il presidente. Morsi, comunque, ha deciso che l'Assemblea del Popolo resterà in vigore fino alle prossime elezioni legislative che dovranno essere fatte entro 60 giorni dall'entrata in vigore della nuova Costituzione, che una assemblea costituente sta elaborando. Intanto Barack Obama ha invitato il nuovo presidente egiziano ad andare in visita negli Stati Uniti il prossimo settembre. Obama ha assicurato a Morsi l'impegno dell'America per una nuova partnership e per la promozione nella realizzazione delle nuove aspirazioni egiziane. Ma non è andato tutto liscio, infatti, la Corte Costituzionalerispondendo alla decisione di Morsi, ha dichiarato definitivo lo scioglimento del parlamento, definendo la sentenza "definitiva e vincolante". "Le sentenze e tutte le decisioni dell'alta Corte Costituzionale sono definitive, non possono essere oggetto di appello e sono vincolanti per tutte le istituzioni dello Stato", afferma il testo della Corte. Anche il Supremo comando militare egiziano ha diramato una sorta di "ultimatum" a Morsi "Ci aspettiamo che tutti, compreso il presidente della Repubblica, rispettino la Costituzione e i poteri dei diversi organi istituzionali dello Stato". Per la stampa locale, la decisione di Morsi equivale a uno scaccomatto contro i militari e provocherà senz'altro "un terremoto politico". Per Said Rifaat, presidente del partito di sinistra al-Tagammu, in una democrazia compiuta il Capo dello Stato non può mancare di rispetto alla magistratura. "Gradite o no da Morsi, ha aggiunto, le decisioni giudiziarie devono essere comunque rispettate". Ma Morsi non si è fatto intimidire ed ha comunque riunito il Parlamento, una seduta durata pochi minuti ma con un forte impatto politico, infatti, la decisione presa durante l'incontro è quella di ricorrere contro la sentenza che ha dichiarato incostituzionali le ultime elezioni legislative. Il presidente del parlamento Saad al-Katatni, esponente del partito che fa riferimento ai Fratelli Musulmani, ha detto "Con questa riunione non stiamo violando la legge, stiamo cercando di chiarire a livello legislativo la posizione dei parlamentari rispetto alla sentenza". Subito dopo la seduta la Corte ha di nuovo ribadito la validità della sua decisione, congelando il decreto di Morsi sulla riapertura del Parlamento. Per la prossima seduta del Parlamento, ha fatto sapere il presidente dell'Assemblea Saad al-Katatni, "si dovrà attendere il pronunciamento della Corte d'Appello che esaminerà il ricorso presentato dai Fratelli Musulmani, sulla validità della sentenza della Corte Costituzionale". Il segretario di Stato degli Stati Uniti Hillary Clinton, che visiterà la capitale egiziana il 14 luglio prossimo, ha esortato "tutte le parti a dialogare per non metterea rischio ilprocesso di transizione democratica". Gli egiziani, ha detto, "hanno diritto di ottenere ciò per cui hanno lottato e votato, ovvero un governo pienamente democratico in grado di prendere le decisioni che facciano andare avanti il Paese".