“Radici Rosarno”

19/07/2012 di Redazione
“Radici Rosarno”

E' stato presentato a Palazzo Madama  il dossier relativo all'autunno-inverno 2011-2012   "Radici Rosarno" dalla Fondazione "Integra-Azione". Da diversi anni, si rileva nella ricerca, Rosarno "e' la meta invernale degli invisibili. Nell'ultima stagione agrumicola se ne sono contati, incrociando dati della Prefettura con altre fonti ufficiali come quella degli ispettorati del lavoro, almeno 2.000: tutti uomini principalmente provenienti dall'Africa subsahariana, il 22% dal Mali, il 15% dal Senegal, il 13% dalla Guinea e il 12% dalla Costa d'Avorio; con un'età media di 29 anni e senza permesso di soggiorno: il 72% e' irregolare.
L'87% di loro svolgeva lavori manuali nel Paese d'origine, ma con una grande varietà professionale: a raccogliere le arance di Rosarno sono sarti, meccanici, saldatori ed elettricisti. Ma anche ragazzi che nel loro Paese erano studenti, poliziotti, agenti assicurativi, politici locali e soldati dell'Esercito. "Arrivare a Rosarno ha significato livellarsi all'unica domanda di lavoro possibile e perdere la propria specificita'", si sottolinea.  Ben il 91% degli intervistati lavorerebbe in nero, contro il 75% dello scorso anno. I salari del 56% dei 'campesinos' si aggirano tra i 20-25 euro per 8-10 ore lavorative al giorno mentre aumentano i lavoratori pagati "a cassetta": il 37% contro il 10% dello scorso anno, con un prezzo standard di 1 euro a cassetta per i mandarini e 0,50 euro per le arance. Mediamente, il 60% di loro riesce al lavorare dai 3 ai 4 giorni a settimana, ma una percentuale consistente di braccianti, pari a quasi il 25%, lavora meno di 2 giornate a settimana. Un migrante su due spedisce parte dei guadagni alle famiglie lasciate nei Paesi d'origine. Il 37% dichiara di vivere con nulla o molto poco, al massimo 50 euro a settimana, in alloggi di fortuna come i casolari abbandonati senza acqua ne' luce ne' gas, mangiando alle mense della Caritas. Sono pochi quelli che possono "vantare" piu' di 100 euro a settimana e pochissimi coloro che vivono con 200-300 euro 
al mese. Ne conseguono anche condizioni igienico-sanitarie definite "spaventose" e una dieta alimentare insufficiente e squilibrata che, aggiunte a un'attività lavorativa sfiancante, determina un precario stato di salute, con infezioni alle vie respiratorie, disturbi dell'apparato gastrointestinale e malattie infettive. "Rosarno rappresenta una delle tante realtà italiane in chiaroscuro: da un lato un'area in cui nascono buone pratiche, dall'altra una regione dove l'illecito trova troppo spazio, diventando quasi normalità. Analizzare questa realtà significa ragionare su un insieme di politiche di respiro più ampio, che riguardano la questione dell'immigrazione" commenta il senatore del Pd Francesco Ferrante, vice presidente di Fondazione IntegrA/Azione.
 "Norme come la Bossi-Fini, per esempio -continua Ferrante- sono ormai strumenti del tutto inadeguati, quando non addirittura dannosi, perché completamente sganciati dalla realta' del fenomeno migratorio, in costante mutamento. Nel nostro Paese i residenti stranieri sono diventati l'8 per cento della popolazione: anche e soprattutto questo dato ci restituisce l'Italia dei migranti. Servono misure che accolgano questa realtà come una ricchezza per il Paese in termini di pluralita' culturale". "L'approvazione della direttiva Ue (la 2009/52/Ce) in materia di emersione del lavoro nero che coinvolge i migranti, ha dichiarato il presidente di Fondazione IntegrA/Azione, Luca Odevaine, si è fatta anche troppo attendere, visto e considerato che sarebbe dovuta essere recepita entro luglio 2011. La sanatoria di settembre, che prevede la possibilità di "regolare" i rapporti di lavoro senza incappare nell'inasprimento delle pene per chi invece sarà oggetto di denuncia, apre uno spiraglio importantissimo al miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Con il rilascio di un permesso di soggiorno di sei mesi rinnovabile, la cosiddetta "Norma Rosarno", si restituisce parte di quella dignità perduta e si incoraggia il ripristino della legalità".