Regolarizzazione dell’emersione dal 15 settembre

19/07/2012 di Redazione
Regolarizzazione dell’emersione dal 15 settembre

Le domande di emersione potranno essere presentate dal 15 settembre al 15 ottobre. E' la regolarizzazione prevista da una "disposizione transitoria" inserita nel decreto legislativo approvato il sei luglio scorso dal Consiglio dei ministri per recepire la direttiva 2009/52/CE. Il testo è stato già firmato dal Capo dello Stato e arriverà tra qualche giorno in Gazzetta Ufficiale.
 Possono presentare la dichiarazione di emersione, dal 15 settembre al 15 ottobre, i datori di lavoro che, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occuparli alla data di presentazione, lavoratori stranieri irregolari. I datori di lavoro potranno essere (oltre che italiani) anche comunitari o stranieri in possesso del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno). Il rapporto di lavoro deve essere a tempo pieno, tranne per i lavoratori domestici, per i quali è ammesso anche un part-time da almeno venti ore settimanali dall'entrata in vigore del decreto legislativo. I lavoratori stranieri dovranno però dimostrare attraverso "documentazione proveniente da organismi pubblici"  di essere in Italia almeno dal 31 dicembre 2011. Una norma introdotta per evitare l'effetto richiamo di altri irregolari dall'estero, ma che del resto di certo non facilita la vita di coloro che risiedono sul territorio nazionale ma troppo spesso sono invisibili. Non sono ammessi invece, i datori di lavoro condannati negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per tratta o sfruttamento di prostituzione e minori, per caporalato o per aver dato lavoro a immigrati irregolari. Niente da fare anche per chi in passato ha presentato una domanda per i flussi o per altre regolarizzazioni e poi non ha assunto il lavoratore. Sono esclusi i migranti espulsi per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato e quelli condannati, anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati previsti dall'articolo 380 del codice di procedura penale. Regolarizzazione vietata anche per chi è segnalato come "non ammissibile" in Italia, e per chi è considerato, anche in base a condanne non necessariamente definitive,  una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dell'Italia o di altri paesi dell'area Schengen. L'emersione costerà ai datori di lavoro mille euro per ogni lavoratore da regolarizzare, soldi che non potranno dedurre dall'imposta sul reddito e che vengono considerati un "contributo forfettario". Al momento della stipula del contratto di soggiorno dovranno inoltre dimostrare di aver versato regolarmente retribuzione, tasse e contributi per almeno sei mesi o, se superiore, per tutta la durata del rapporto di lavoro. Per avere un quadro completo della procedura bisognerà aspettare qualche settimana. Entro venti giorni dalla pubblicazione del decreto legislativo, un decreto interministeriale definirà infatti le modalità della dichiarazione di emersione (che sarà probabilmente telematica), quelle del versamento del contributo forfetario, i limiti di reddito del datore di lavoro e altri dettagli.