Riace, il Sindaco Lucano in sciopero della fame per i diritti dei rifugiati

19/07/2012 di Redazione
Riace, il Sindaco Lucano in sciopero della fame per i diritti dei rifugiati

Dal  17 luglio 2012 Domenico Lucano, Sindaco di Riace, ha iniziato lo sciopero della fame. Il paese calabrese è famoso per aver avviato un interessante progetto di accoglienza dei rifugiati (oggi sono centocinquanta, compresi trenta bambini) nelle case lasciate vuote dall'emigrazione, e fatte  rinascere. "Da un anno non riceviamo più contributi dalla Protezione civile. Ci stanno prendendo in giro. Viviamo un'emergenza nell'emergenza". Il sindaco Lucano giustifica così la decisione di iniziare uno sciopero della fame. E continua dichiarando che il blocco dei fondi, denunciato da mesi, sta mettendo in ginocchio questa esperienza. "La situazione adesso - racconta  Lucano- e' diventata davvero difficile. Sono stati fatti danni irreparabili con case rimaste senza corrente elettrica. Anche gli esercenti non sono più in condizione di venirci incontro. Solo la farmacia accetta i nostri bonus per il latte a una bimba di sei mesi figlia di una coppia di rifugiati". "La protesta - annuncia il sindaco di Riace - andrà avanti a oltranza fino a quando non verrà qui chi ha possibilità di risolvere una condizione diventata davvero insostenibile. Rivendichiamo il rispetto minimo dei diritti dei rifugiati e delle loro famiglie". Con una nota la Protezione civile precisa però le cause all'origine dell' "incresciosa vicenda", che "non sono in alcun modo legate alla erroneamente denunciata mancanza di risorse" ma "la sostanziale paralisi delle liquidazioni delle spese sostenute per l'assistenza è dovuta alla mancata registrazione, da parte della competente Sezione regionale di controllo di Catanzaro della Corte dei Conti, delle convenzioni stipulate dal Soggetto Attuatore della Regione Calabria, direttore regionale di protezione civile con gli enti gestori prima del 29 luglio2011". "Questa, infatti, si legge nel comunicato, è la data della decisione della Corte dei Conti con cui, mutando il precedente orientamento, ha disposto di porre al visto preventivo, previsto dalla legge 10 del 2011, non solo gli atti del Commissario delegato, ma anche quelli dei Soggetti Attuatori. A quanto risulta alla struttura del Commissario delegato - si legge ancora nella nota della Protezione civile -, la decisione della Corte dei Conti di Catanzaro di non ammettere al visto i pagamenti conseguenti a convenzioni stipulate prima del 29 luglio 2011 non trova riscontro nelle restanti Sezioni del Paese. Per questo motivo, ferme restando le esclusive competenze della Corte dei Conti, il Commissario delegato ha interessato il presidente della Corte stessa affinché possa intervenire al fine di uniformare l'orientamento della Sezione di Catanzaro con quella delle altre Sezioni regionali. Il Commissario, poi, pur non entrando nel merito dei rilievi avanzati dalla Corte dei Conti locale nei confronti del Soggetto Attuatore, ha invitato quest'ultimo a intraprendere tutte le iniziative possibili affinché non venga messa a rischio ne' interrotta l'accoglienza dei rifugiati attualmente ospitati nelle numerose strutture calabresi".