Rifiuti d’Italia, dove li metto, dove li porto

05/07/2012 di Redazione
Rifiuti d’Italia, dove li metto, dove li porto

Ancora troppi rifiuti nelle discariche indifferenziate, ancora troppi rifiuti portati all'estero, con aggravio di costi ambientali. È il quadro della situazione dello smaltimento dell'immondizia in Italia: uno scenario con poche luci e tante ombre, con una legislazione complessa e regolamenti diversi l'uno dall'altro, che variano da regione a regione, da provincia a provincia, da comune a comune. Con eccellenze nel campo della raccolta differenziata (come quella del Comune di Salerno, che raggiunge il 70 per cento) e percentuali lontane anni luce da quella nazionale (un caso su tutti: la Sicilia è al 9,4 per cento rispetto al 35 per cento della media italiana). Ma anche un mondo pieno di insidie, di interessi illegali. Milioni di euro gestiti dalla criminalità organizzata che muove il traffico clandestino di rifiuti tossici e pericolosi, inviati di nascosto nell'Estremo Oriente o in Africa, come ha denunciato di recente la Direzione investigativa antimafia nel suo rapporto su clan ed ecologia. Dal Green Book 2012 di Federambiente (con i dati analizzati dalla Fondazione Utilitatis) emerge che una tonnellata di rifiuti prodotti in Campania costa poco più di 350 euro, mentre in Lombardia meno di 225 e nel Lazio più di 320. Più in generale, in un anno, fra il 2008 e il2009, inItalia una tonnellata di rifiuti è costata in media 14 euro in più (da250 a264 euro), mentre sull'igiene urbana i cittadini residenti nel Lazio sono quelli che pagano di più (quasi 187 euro pro capite), alzando la media del Centro Italia (166 euro pro capite) rispetto al Nord-Ovest (126 euro) e al Sud (142 euro). Tanto per avere un'idea delle cifre legate a questo business. "Su 32 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Italia, spiega Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente, circa 15 milioni finiscono in discarica. I costi dello smaltimento variano da zona a zona: 70 euro a tonnellata a Roma, 200 euro invece nelle regioni del Nord e in Sicilia. La realtà è che utilizzare la discarica costa ancora troppo poco. Facendo una media nazionale di 100 euro a tonnellata, ogni anno buttiamo dalla finestra un miliardo e mezzo di euro, anche perché quei rifiuti sono irrecuperabili. Persi per sempre". A complicare ilquadro si inserisce la questione del trasferimento dei rifiuti all'estero, dove i costi in discarica sono più bassi che da noi: 60-130 euro a tonnellata in Austria,65 inBelgio, 60-90 inFinlandia,60 inIrlanda, 20-30 inOlanda, 17 nella Repubblica Ceca e addirittura tre euro e mezzo in Portogallo. Secondo gli ultimi dati Ispra, nel 2010 sono state esportate 132 mila tonnellate di rifiuti non pericolosi dalla Campania, dall'Emilia, dal Friuli, dalla Lombardia, dal Piemonte, dalla Sicilia, dalla Sardegna e dalle Marche, nonché dal Trentino, dal Veneto e dalla Toscana. E lo stesso accade anche con la spedizione dei rifiuti negli inceneritori del Nord Europa, dai prezzi particolarmente convenienti: "costa poco, riprende Ciafani di Legambiente, perché il successo della raccolta differenziata ha messo in crisi l'utilizzo di quegli impianti che devono funzionare sempre ad alti regimi, con i forni costantemente al massimo della potenza, perché in caso di calo c'è il rischio di produzione di gas tossici e di diossine. Ecco il motivo per cui le società praticano prezzi bassi e raccolgono rifiuti da incenerire da altri Stati. Ma così facendo si provoca altro inquinamento con il trasferimento di carichi di decine di tonnellate di materiali per volta".