Chi nel condominio, chi nel camioncino: la differenziata a Roma quartiere per quartiere

01/08/2012 di Redazione
Chi nel condominio, chi nel camioncino: la differenziata a Roma quartiere per quartiere

La capitale guarda dal basso le città più virtuose, con un misero 25% di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti. Mentre si fa un gran parlare di discariche, le associazioni ambientaliste non si stancano di ricordare come si tratti piuttosto di educare la cittadinanza al riciclo e predisporre le strategie più adatte a differenziare. Le cifre sono del resto agghiaccianti: 850 milioni persi dal 2001 al 2010, secondo i dati di Althesys. Varie le strade tentate dall'Ama nei quartieri di Roma per migliorare questi magri risultati, e vari anche gli esiti. Nel 2010 si è tentata la strada dei "Punti Mobili", i camioncini dell'Ama itineranti che, a fasce orarie e luoghi prestabiliti, raccolgono i sacchetti dell'umido consegnati a mano dai cittadini con conseguente eliminazione dei cassoni dell'indifferenziata. Il bilancio del sistema però è deludente, con i residenti che lamentano orari troppo rigidi dei punti di raccolta, buste biodegradabili difficili da reperire, scomodità per gli anziani e i disabili e sacchetti ammassati fuori dai bidoni per giorni e giorni. È ciò che accade ad esempio al Tuscolano, con bidoni strabordanti di "monnezza" giorno e notte e un degrado quotidiano esasperante per i residenti che, da quando sono stati costretti alla consegna dell'umido in una fascia oraria per molti risicata (un'ora e mezza la mattina), convivono con piccole discariche a cielo aperto. Ed è così che si preferisce tornare alle vecchie abitudini, e ai vecchi cassonetti reintrodotti dall'Ama a seguito delle proteste. Nel III Municipio invece il sistema procede senza troppi inghippi e residenti e operatori Ama si dichiarano più o meno soddisfatti. A due anni dal fischio d'inizio il modello è migliorato e i cittadini "imparano" a differenziare, "i camioncini non tornano mai vuoti e i biosacchetti spesso non bastano per tutti". C'è anche la raccolta condominiale, che ad esempio funziona benissimo a Colli Aniene, con una percentuale di differenziata del 63%. Un sondaggio del 2010 conferma un trend da record: il 93,4% dei cittadini esprime soddisfazione per il servizio, l'82 % non tornerebbe indietro e il 91% sarebbe d'accordo a estendere la stessa modalità di raccolta rifiuti anche ad altri quartieri. Partito nel novembre 2009, il "porta a porta" a Testaccio puntava a replicare proprio il modello Colli Aniene, un misto di condominiale, con bidoncini per l'umido e l'indifferenziato negli androni dei palazzi, e cassonetti classici sulla via per plastica, carta e vetro. Il problema però è il cattivo odore negli spazi comuni, specie nei condominii sprovvisti di androne esterno o cortiletti interni, durante il fine settimane e nei mesi estivi, quando i sacchetti non li porta via nessuno e ristagnano indisturbati e nauseabondi dentro le case. Invece, ad esempio, l'VIII municipio  il "porta a porta" lo vorrebbe, tanto che lo scorso 9 maggio è stato approvato dalla Commissione Ambiente e Urbanistica un progetto pilota da sperimentare nei quartieri di Castelverde e Giardini di Corcolle. 50% di riciclo per il 2014: questo in sintesi l'ambizioso obiettivo del nuovo piano per la raccolta differenziata presentato a giugno in seguito al protocollo d'intesa firmato tra il Ministero dell'Ambiente, Roma Capitale, Conai e Ama. Due i sistemi di raccolta, quello porta a porta domiciliare/condominiale e quello stradale suddiviso in carta, plastica e indifferenziati, oltre alla raccolta separata del vetro con l'installazione di appositi contenitori. La città è stata suddivisa in 155 zone territoriali ottimali, poi classificate in sei diverse categorie in base alla possibilità, per ciascun territorio, di adottare sistemi di raccolta domiciliare porta a porta.