Regolarizzazione, pronto il decreto sulla procedura

30/08/2012 di Redazione
Regolarizzazione, pronto il decreto sulla procedura

Il 9 agosto è entrata  in vigore la nuova normativa introdotta dal decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 172 del 25 luglio 2012 che recepisce la direttiva europea 2009/52/CE. Tutte le novità relative alla nuova sanatoria, alle sanzioni e ai provvedimenti per i datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi sprovvisti di regolare permesso di soggiorno.
Il decreto legislativo stabilisce che il nulla osta al lavoro potrà essere rifiutato nel caso in cui il datore di lavoro risulti condannato per determinati reati tra i quali: il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina; il reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della stessa o di minori da impiegare in attività illecite; l'intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro. Se i documenti presentati per ottenere il permesso di soggiorno risultassero ottenuti mediante frode, falsificati o contraffatti, si procederà con una revoca del nulla osta al lavoro che sarà comunicata al ministero degli Affari Esteri tramite collegamenti telematici. Le pene previste per i datori di lavoro possono aumentare nel caso in cui il numero dei lavoratori occupati sia superiore a tre, oppure quando si tratta di minori o di lavoratori sottoposti a condizioni di particolare sfruttamento. In quest'ultima ipotesi, il questore potrà rilasciare allo straniero, che abbia presentato denuncia e che cooperi nel procedimento penale instaurato nei confronti del datore di lavoro, uno speciale permesso di soggiorno. Il decreto 109/12 prevede inoltre una disposizione transitoria volta a permettere ai datori di lavoro di dichiarare l'esistenza di rapporti di lavoro irregolari pregressi. Fino alla conclusione del procedimento di regolarizzazione saranno sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore per le specifiche violazioni. L'art.5, comma1, del provvedimento dispone infatti - entro 20 giorni dalla sua entrata in vigore - l'adozione di un decreto attuativo a firma del ministro dell'Interno, di concerto con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con il ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione e con il ministro dell'Economia e delle Finanze, contenente le modalità di presentazione della domanda ed i limiti di reddito del datore di lavoro, richiesti per l'emersione del rapporto. La dichiarazione di emersione potrà essere fatta dai datori di lavoro italiani, comunitari e stranieri lungo soggiornanti che, alla data del 9 agosto occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occupare alla data di presentazione della dichiarazione di emersione lavoratori stranieri che si trovano in Italia ininterrottamente almeno dal 31 dicembre 2011 (o da ancor prima). La dichiarazione potrà essere presentata, dal 15 settembre al 15 ottobre 2012, secondo le modalità che saranno stabilite dal decreto.
Sono esclusi dalla procedura i rapporti di lavoro a tempo parziale, fatto salvo quanto previsto, in materia di lavoro domestico e di sostegno al bisogno familiare, dal comma 8 della disposizione transitoria.
In breve:
Datori di lavoro
Le date sono ormai ufficiali: il click day scatterà il 15 settembre 2012 e riguarderà tutti i datori di lavoro che, alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occuparli alla data di presentazione, lavoratori stranieri irregolari. I datori di lavoro potranno essere (oltre che italiani) anche comunitari o stranieri in possesso del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno). Non possono partecipare i datori di lavoro che:
- sono stati condannati negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per tratta o sfruttamento di prostituzione e minori, o per aver dato lavoro a immigrati irregolari;
- dopo aver presentato, in passato, altre domande di regolarizzazione o per i flussi, non ha poi assunto il lavoratore, perchè non ha sottoscritto il contratto di soggiorno presso lo sportello unico, salvo cause di forza maggiore comunque non imputabili al datore di lavoro.
Lavoratori stranieri irregolari
Per poter partecipare alla sanatoria, gli stranieri irregolari devono essere presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011, o precedentemente. Questo requisito dovrà essere attestato da documentazione proveniente da organismi pubblici e tutto dovrà essere presentato allo Sportello unico dell'immigrazione.
Non possono partecipare i lavoratori che:
- hanno avuto un provvedimento di espulsione;
- risultino segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l'Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato;
- risultino condannati, anche con sentenza non definitiva, e che comunque siano considerati una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l'Italia abbia sottoscritto accordi internazionale.
Contributo di 1.000 euro
Per poter accedere alla regolarizzazione, i datori di lavoro dovranno versare mille euro nelle casse dello Stato per ogni immigrato "clandestino" alle proprie dipendenze. Al momento della stipula del contratto di soggiorno, che verrà sottoscritto allo Sportello unico dell'immigrazione, dovranno inoltre dimostrare di aver versato regolarmente, oltre al "contributo forfettario" , anche retribuzione, tasse e contributi per almeno sei mesi o, se, superiore, per tutta la durata del rapporto di lavoro. Iniziano ad essere diffuse le ultime indiscrezioni  relative al  decreto interministeriale con i dettagli della procedura che si aprirà il 15 settembre e sarà pubblicato nei prossimi giorni
Sul sito di stranieriinitalia.it arrivano prime conferme, ad esempio, sul fatto che le domande si presenteranno via internet, attraverso il sito del ministero dell'Interno, come nel 2009. Nel modulo elettronico dovranno essere indicati i dati di datore e lavoratore, quelli relativi al contratto e si autocertificheranno il reddito e i tre mesi di rapporto pregressi indispensabili per accedere alla procedura. Altre indicazioni saranno relative al versamento del contributo forfettario di mille euro. Andrà fatto utilizzando uno specifico modello "F24 versamenti con elementi identificativi" che verrà pubblicato sui siti dell'Agenzia delle Entrate, dell'Inps e del Viminale e  anche in caso di bocciatura della domanda i soldi non verranno restituiti. Per regolarizzare un lavoratore, il datore (persona fisica o impresa) dovrà dimostrare un reddito o un fatturato non inferiore ai trentamila euro.È previsto uno "sconto" per chi mette in regola lavoratori domestici: ventimila euro annui se nel nucleo familiare c'è una sola persona, altrimenti ventisettemila. Ovviamente questi tetti salgono se i lavoratori sono più di uno. Il pagamento dei sei mesi di arretrati, che verranno calcolati tenendo conto dei minimi retributivi, verrà autocertificato da una dichiarazione congiunta di datore e lavoratore. Solo dopo aver dimostrato di aver saldato tutti i debiti pregressi anche in campo contributivo si potrà procedere con la regolarizzazione.
Fin qui le ultime indiscrezioni. Per maggiori dettagli, conviene aspettare la pubblicazione del testo definitivo del decreto interministeriale.