Roma brucia, e non solo dal caldo

01/08/2012 di Redazione
Roma brucia, e non solo dal caldo

L'incendio scoppiò la notte del 18 luglio del 64 (ante diem XV Kalendas Augustas, anno DCCCXVII a.U.c.) nella zona del Circo Massimo e infuriò per nove giorni complessivamente, propagandosi in quasi tutta la città.  La colpa dell'incendio venne indirizzata a Nerone, la cui figura ci è stata tramandata dagli storici suoi contemporanei come quella di un odioso tiranno, attribuendogli motivazioni quali il desiderio di trarre ispirazione per il suo canto dalla distruzione di una città, ovvero la necessità di trovare spazio per l'erezione della Domus Aurea, o ancora l'aspirazione a tramandare ilsuo nome per aver compiuto un radicale rinnovamento urbanistico della città. E Roma brucia ancora ma per fortuna, in zona circoscritte: Monte Mario, La Storta, Borghesiana, Ostia, Colle Aurelio e Cassia. Sono le zone di Roma colpite da incendi che hanno richiesto l'impiego di vigili del fuoco, operatori della Protezione civile,due elicotteri regionali, insieme a uno del corpo forestale, uno dei vigili del fuoco e un canadair del Coau. Le fiamme si sono sviluppate nel tardo pomeriggio di lunedi. Il vero problema sembra però essere stato causato dal forte vento che ha provocato una sorta di "pioggia" di cenere verso il centro della Capitale, da dove era ben visibile una densa nuvola nera.  Il singolare spettacolo ha attratto anche passanti e turisti presenti nei pressi del Cupolone di San Pietro; anche dalla piazza, infatti, l'incendio era ben visibile. Successivamente nella giornata di martedi, un nuovo incendio è divampato nella zona, creando nuovamente non pochi problemi per gli abitanti delle zone interessante e per il traffico.
E' tornato Nerone? Da accertare ancora le cause degli incendi che hanno interessato la zona nord della Capitale.