Sanatoria: il 15 settembre parte la procedura di emersione per le situazioni pregresse

01/08/2012 di Redazione
Sanatoria: il 15 settembre parte la procedura di emersione per le situazioni pregresse

Tutte le novità relative alla nuova sanatoria, alle sanzioni e ai provvedimenti per i datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi sprovvisti di regolare permesso di soggiorno. Il 9 agosto entra in vigore la nuova normativa introdotta dal decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 172 del 25 luglio 2012 che recepisce la direttiva europea 2009/52/CE.
Il decreto legislativo stabilisce che il nulla osta al lavoro potrà essere rifiutato nel caso in cui il datore di lavoro risulti condannato per determinati reati tra i quali: il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina; il reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della stessa o di minori da impiegare in attività illecite; l'intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro. Se i documenti presentati per ottenere il permesso di soggiorno risultassero ottenuti mediante frode, falsificati o contraffatti, si procederà con una revoca del nulla osta al lavoro che sarà comunicata al ministero degli Affari Esteri tramite collegamenti telematici. Le pene previste per i datori di lavoro possono aumentare nel caso in cui il numero dei lavoratori occupati sia superiore a tre, oppure quando si tratta di minori o di lavoratori sottoposti a condizioni di particolare sfruttamento. In quest'ultima ipotesi, il questore potrà rilasciare allo straniero, che abbia presentato denuncia e che cooperi nel procedimento penale instaurato nei confronti del datore di lavoro, uno speciale permesso di soggiorno. Il decreto 109/12 prevede inoltre una disposizione transitoria volta a permettere ai datori di lavoro di dichiarare l'esistenza di rapporti di lavoro irregolari pregressi. Fino alla conclusione del procedimento di regolarizzazione saranno sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore per le specifiche violazioni. L'art.5, comma1, del provvedimento dispone infatti - entro 20 giorni dalla sua entrata in vigore - l'adozione di un decreto attuativo a firma del ministro dell'Interno, di concerto con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con il ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione e con il ministro dell'Economia e delle Finanze, contenente le modalità di presentazione della domanda ed i limiti di reddito del datore di lavoro, richiesti per l'emersione del rapporto. La dichiarazione di emersione potrà essere fatta dai datori di lavoro italiani, comunitari e stranieri lungo soggiornanti che, alla data del 9 agosto occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occupare alla data di presentazione della dichiarazione di emersione lavoratori stranieri che si trovano in Italia ininterrottamente almeno dal 31 dicembre 2011 (o da ancor prima). La dichiarazione potrà essere presentata, dal 15 settembre al 15 ottobre 2012, secondo le modalità che saranno stabilite dal decreto.
Sono esclusi dalla procedura i rapporti di lavoro a tempo parziale, fatto salvo quanto previsto, in materia di lavoro domestico e di sostegno al bisogno familiare, dal comma 8 della disposizione transitoria.
In breve:
Datori di lavoro
Le date sono ormai ufficiali: il click day scatterà il 15 settembre 2012 e riguarderà tutti i datori di lavoro che, alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occuparli alla data di presentazione lavoratori stranieri irregolari. I datori di lavoro potranno essere (oltre che italiani) anche comunitari o stranieri in possesso del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno). Non possono partecipare i datori di lavoro che:
- sono stati condannati negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per tratta o sfruttamento di prostituzione e minori, o per aver dato lavoro a immigrati irregolari;
- dopo aver presentato, in passato, altre domande di regolarizzazione o per i flussi, non ha poi assunto il lavoratore, perchè non ha sottoscritto il contratto di soggiorno presso lo sportello unico, salvo cause di forza maggiore comunque non imputabili al datore di lavoro.
Lavoratori stranieri irregolari
Per poter partecipare alla sanatoria, gli stranieri irregolari devono essere presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011, o precedentemente. Questo requisito dovrà essere attestato da documentazione proveniente da organismi pubblici e tutto dovrà essere presentato allo Sportello unico dell'immigrazione.
Non possono partecipare i lavoratori che:
- hanno avuto un provvedimento di espulsione;
- risultino segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l'Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato;
- risultino condannati, anche con sentenza non definitiva, e che comunque siano considerati una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l'Italia abbia sottoscritto accordi internazionale.
Contributo di 1.000 euro
Per poter accedere alla regolarizzazione, i datori di lavoro dovranno versare mille euro nelle casse dello Stato per ogni immigrato "clandestino" alle proprie dipendenze. Al momento della stipula del contratto di soggiorno, che verrà sottoscritto allo Sportello unico dell'immigrazione, dovranno inoltre dimostrare di aver versato regolarmente, oltre al "contributo forfettario" ma anche retribuzione, tasse e contributi per almeno sei mesi o, se, superiore, per tutta la durata del rapporto di lavoro.