Strasburgo: boccia un articolo della Legge 40

30/08/2012 di Redazione
Strasburgo: boccia un articolo della Legge 40

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha bocciato un articolo della legge italiana 40 sulla fecondazione assistita dando ragione a una coppia italiana fertile ma portatrice sana di fibrosi cistica contro il divieto di accedere alla diagnosi preimpianto degli embrioni. Lo Stato italiano è stato condannato a pagare 15mila euro per danni morali e 2.500 per le spese legali per la violazione del diritto al rispetto per la vita privata e familiare della coppia italiana. La Corte ha rilevato l'"incoerenza del sistema legislativo italiano" che "da una parte priva i richiedenti dell'accesso alla diagnosi genetica pre impianto" e "d'altra parte li autorizza a una interruzione di gravidanza se il feto risulta afflitto da quella stessa patologia". La Corte ne conclude che "l'ingerenza nel diritto dei richiedenti al rispetto della loro vita privata e familiare è quindi sproporzionata".
I due coniugi, residenti a Roma, in occasione della nascita della figlia nel 2006 affetta da mucoviscidosi hanno scoperto di essere portatori sani della malattia. Di nuovo incinta nel 2010, la donna effettuò una esame diagnostico prenatale che rivelò come anche il nuovo feto fosse colpito dalla terribile malattia che conduce alla morte in giovane età; la signora ha fatto allora ricorso a un aborto terapeutico. Oggi la coppia desidera fare ricorso alla fecondazione assistita con una diagnosi pre impianto. Ma, rileva la sentenza della Corte, la legge italiana non consente un depistaggio preimpianto. Invece consente la procreazione assistita per le coppie sterili o quelle ove l'uomo sia colpito da una malattia virale trasmissibile per via sessuale (come l'HIV o l'epatite B o C) per evitare la trasmissione di queste malattie. All'indomani della sentenza, il governo italiano sarebbe orientato nel presentare un ricorso sulla Legge 40, allo scopo di un «chiarimento giurisprudenziale». Lo spiega il ministro perla Salute Renato Balduzzi"Il mio intendimento è quello di proporre al Cdm l'intenzione di fare ricorso contro la sentenza della Corte europea". Balduzzi ha sottolineato però la necessità di "una riserva di approfondimento". Rispondendo poi a una  domanda sui paventati rischi di eugenetica nella diagnosi preimpianto degli embrioni, il ministro ha tenuto conto del duro attacco dei vescovi ed ha ammesso "Ci sono dei passaggi delle sentenza europea che possono dare luogo a interpretazioni preoccupanti".