Amaro rientro in classe per i genitori: quasi 500 euro a famiglia per zaini e libri

13/09/2012 di Redazione
Amaro rientro in classe per i genitori: quasi 500 euro a famiglia per zaini e libri

Come ogni anno a settembre i genitori romani sono alle prese con gli aumenti del materiale scolastico per i figli. L'osservatorio nazionale di Federconsumatori ha denunciato un rincaro del costo del 3,2% di zaini, astucci ecc. rispetto al 2011. Un'impennata facile da riscontrare soprattutto nelle cartolerie e nelle grandi catene del Centro: per uno zaino si va dai 30-40 euro fino agli 80 e passa per i modelli più ambiti dai ragazzi. Non si risparmia molto nemmeno sugli astucci accessoriati, che vanno da un minimo di 20 euro a un massimo di 32, né sui diari: i più gettonati, come l'agenda Comix o la Smemoranda, toccano o superano di poco i 14 euro. L'unico modo per spendere un po' meno è affidarsi alla grande distribuzione, dove il costo di un intero kit  -  secondo un'indagine dell'Adiconsum  -  si aggira intorno 100 euro. E, se si rinuncia alle griffe, è possibile risparmiare ancora: uno zaino no logo può costare anche 3 euro, per 5 maxi quaderni si spendono 2,20 euro e anche i diari a meno di dieci non sono una chimera. In generale comunque, secondo Federconsumatori, un corredo scolastico completo verrà a costare fino a 488 euro per famiglia, cioè il 6% in più rispetto al 2011, quando raggiungeva i 461 euro. Per quanto riguarda i libri di testo, il cui costo è lievitato in molte scuole anche quest'anno, nonostante l'adozione del formato misto (in parte digitale), l'Adiconsum ha invece lanciato attraverso il proprio gruppo Facebook l'iniziativa "Segnala lo sforamento dei tetti di spesa" rispetto alle cifre massime stabilite dal ministero dell'Istruzione. Il Codacons, invece, invita gli utenti a denunciare "le nuove edizioni di quei libri che quest'anno, sia in formato cartaceo che digitale, non presentano modifiche sostanziali rispetto alle edizioni dello scorso anno", minacciando di procedere a esposti in Procura "contro gli editori che hanno messo in atto la pratica scorretta".