Ancora lontano il recupero di Monte Antenne, deturpato da anni di degrado

27/09/2012 di Redazione
Ancora lontano il recupero di Monte Antenne, deturpato da anni di degrado

Potrebbe essere un meraviglioso luogo di aggregazione, un ostello, un biblioteca pubblica: ma è solo un edificio in rovina, invaso dai rifiuti. Da tempo i cittadini e le associazioni ambientaliste lo denunciano:  il forte militare di Monte Antenne, storico edificio arroccato sul punto più alto del parco di villa Ada, dove l'Aniene si congiunge col Tevere, resta in un evidente stato di abbandono, tra occupazioni abusive e rifiuti disseminati lungo il fossato che lo circonda. Lattine, bottiglie, sacchetti, persino automobili e motorini abbandonati. Una raccolta stratificata di immondizia proveniente, secondo Lorenzo Grassi del circolo Sherwood di Legambiente, non solo dalle occupazioni abusive di senzatetto, che negli anni si sono susseguite nelle gallerie esterne del Forte, ma anche dallo sversamento di rifiuti da parte di «cittadini incivili» che hanno utilizzato quegli spazi per disfarsi degli ingombranti. Oltre alla spazzatura colpisce lo stato di totale incuria in cui versa l'intera area che circonda la struttura: alberi caduti, rami accatastati nel tempo, passaggi pedonali interrotti. Non sembra esserci chiarezza neanche sull'attuale proprietà della struttura ed è impossibile accedere all'interno dell'edificio principale, dove abitano diverse famiglie: «Sono qui ormai da anni, si sono fatte inserire anche nell'elenco telefonico, con tanto di indirizzo e residenza anagrafica. Vengono considerati occupanti "storici", pare vantino anche diritti di usufrutto». Sul fronte politico la denuncia è bipartisan: dal Pdl al Pd, passando per La Destra, la richiesta di una riqualificazione del Forte è unanime. "Il vero problema - sottolinea però il consigliere municipale Api Gianpaolo Celani - è che noi come Municipio non abbiamo poteri in tal senso, pur essendo l'amministrazione più prossima ai cittadini". Secondo il responsabile di Legambiente, in alcuni incontri con le associazioni ambientaliste il Comune aveva lasciato intendere che fosse in cerca di partner facoltosi, in grado di sostenere il grande investimento necessario per il recupero della struttura. «Ma intanto - conclude - sarebbe bello rilanciare l'idea di una riapertura alle visite, insomma di una prima riappropriazione pubblica».