Germania: nuove migrazioni crescono

06/09/2012 di Redazione
Germania: nuove migrazioni crescono

Nei dati resi noti dalla Bundesagentur für Arbeit, l'agenzia tedesca del lavoro, emerge un nuovo dato che coinvolge il nostro Paese. Gli italiani tornano verso i Paesi di lingua tedesca. Non lo fanno solo i cosiddetti "cervelli in fuga" ma anche ragazze e ragazzi definiti "generazione 35%", coloro che in patria non trovano lavoro. Secondo i dati dell'Agenzia, dal 2009 al2011, l'accelerazione, è netta. In due anni l'aumento dei lavoratori italiani in Germania è pari a quello dei lavoratori in arrivo dalla Grecia. Più 6,4% per questi ultimi, più 6,3% per gli italiani. Alle spalle gli ellenici hanno un Paese nel quale la disoccupazione ufficiale è attorno al 23%, mentre in Italia supera appena il 10%. Ma in entrambe le economie solo un cittadino su tre ha effettivamente un posto, segnala Eurostat, dunque l'andamento parallelo nelle migrazioni verso Nord non è poi così strano. Il ritmo della migrazione  verso la Germania appare in crescita sempre di più sia per gli italiani che per i greci, ma anche per spagnoli e portoghesi. Gli europei del Sud riprendono le strade percorse dai loro nonni, per le stesse ragioni. All'inizio della crisi, nell'anno di crollo seguito al crac di Lehman Brothers, era un piccolo rivolo di uscite (più 1,7% di italiani e spagnoli in Germania nel 2010). Nel 2011 è diventato un flusso pronunciato, più 4,47% l'Italia e anche di più Spagna, Grecia o Portogallo. E quest'anno sembra un'esplosione dall'Italia verso la Repubblica federale di persone in cerca di lavoro. La Bundesagentur für Arbeit segnala 189.299 lavoratori italiani in regola con i contributi in Germania nel 2011 (8000 inpiù sul 2010) e ben232.800 amaggio di quest'anno, un'impennata addirittura del 22% forse però dovuta in parte a un effetto ottico delle statistiche: possibile che molti lavorassero già nella Repubblica federale, ma sono stati regolarizzati solo negli ultimi mesi. Anche il Goethe Institute ha fatto una statistica dell'iscritto medio sudeuropeo di nuova generazione. "Italia: principalmente giovani uomini, in maggioranza con una buona istruzione, che vogliono migliorare le loro prospettive di lavoro". Non è uno sforzo inutile. Se qualche anno fa i professori insegnavano il vocabolario della teologia, della filosofia o della poesia romantica, adesso hanno introdotto corsi per il tedesco del settore meccanica e auto: lo hanno fatto per esempio a Torino, dove nell'ultimo anno le iscrizioni al Goethe sono cresciute del 26% (anche perché l'Italdesign di Giogetto Giugiaro è passata alla Volkswagen). Altrove i corsi del Goethe, da Napoli a Barcellona, si concentrano su vocaboli utili agli infermieri, medici o laureati in legge. Nel capoluogo campano le iscrizioni sono cresciute notevolmente e così anche a Milano, solo a Roma, in tutta l'Europa del Sud, sono rimaste praticamente piatte.