L’ Antitrust: le kebaberie non sono pericolose per la viabilità e la vivibilità

27/09/2012 di Redazione
L’ Antitrust: le kebaberie non sono pericolose per la viabilità e la vivibilità

Da tempo in alcuni comuni lombardi sono in vigore restrizioni sull'apertura di kebabberie, money transfer e phone center: accade a Bregnano, Roverello Porro, Ceriano Laghetto e Capriate San Gervasio, comuni sparsi tra le province di Como, Brianza e Bergamo. Tra il 2009 e il 2010 le amministrazioni leghiste di questi quattro paesi hanno varato altrettante delibere dedicate a "kebab e simili, centri di telefonia internazionale e simili, centri di trasferimento di denaro", nelle quali si stabilisce  che in alcuni quartieri non possono aprire attività di quel tipo e che negli altri serve un'autorizzazione del Comune. Ora l'antitrust boccia questi provvedimenti, con quattro pareri pubblicati sul suo bollettino. Quelle regole - si legge nel testo -  si traducono di fatto in "una programmazione quantitativa dell'offerta, in contrasto con le esigenze di salvaguardia della concorrenza" e a farne le spese sono i consumatori, "con una riduzione degli operatori e il conseguente aumento del prezzo finale, cui non corrisponde un incremento della qualità degli stessi".  Gli esperti dell'Antitrust sottolineano che nelle delibere non si dimostra come le kebbabberie potrebbero nuocere a viabilità e vivibilità più di altre attività di somministrazione di alimenti e bevande. Spiegano poi che i phone center possono essere regolamentati solo in base a "esigenze della difesa e della sicurezza dello Stato, della protezione civile, della salute pubblica e della tutela dell'ambiente e della riservatezza e protezione dei dati personali", mentre per money transfer l'unico adempimento richiesto è l'iscrizione in un apposito elenco. In conclusione, l'Autorità ritiene che le delibere siano "in contrasto con i principi concorrenziali e con la disciplina nazionale di liberalizzazione, e ne auspica una profonda revisione da parte degli organi competenti".