L’Assemblea ONU sulla Siria

27/09/2012 di Redazione
L’Assemblea ONU sulla Siria

Temi centrali alla riunione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Siria e Iran.Il Segretario Generale ONU, Ban Ki Moon, ha definito la crisi siriana "Una calamità regionale con ramificazioni globali, ed un serio e crescente pericolo per la pace mondiale". Al suo primo discorso davanti alle Nazioni Unite, il presidente francese Francois Hollande esordisce "Quanti morti ancora vogliamo vedere prima di agire? Chiedo alle Nazioni Unite di fornire immediatamente tutto l'aiuto e l'assistenza che il popolo siriano richiede" - ha dichiarato Hollande - "E che le zone liberate vengano protette". Poco prima, il presidente americano Obama aveva puntualizzato che "il regime di Bashar al-Assad deve cadere così che la sofferenza del popolo siriano possa finire e una nuova alba spuntare". La Francia sarebbe pronta a riconoscere un governo provvisorio a capo della nuova "Siria libera", "Sono sicuro di una cosa, che il regime siriano non troverà mai posto nella comunità delle nazioni". Obama ha ribadito che Washington lavorerà per "l'armonia tra Sunniti, Alawiti, Crisitiani e Curdi in Siria", usando "sanzioni e conseguenze per chi perseguita e assistenza e supporto per chi lavora per il bene comune". Ma la crisi siriana è sempre più profonda, Maya Naser, corrispondente della tv pubblica iraniana in lingua inglese Press "è stato ucciso da un cecchino" a Damasco, mentre faceva il suo lavoro di reporter. Lo riferisce il sito dell'emittente, aggiungendo che Hussein Murtada, capo dell'ufficio di Damasco della tv iraniana in lingua araba Al-Alam, è rimasto ferito nell'agguato. Entrambe le emittenti sono finanziate dal governo di Teheran, sostenitore del presidente siriano Bashar al-Assad. I reporter stavano documentando le due esplosioni che hanno colpito la sede dello Stato Maggiore della Difesa. Non è stato ancora verificato se i due fossero insieme al momento dell'agguato. Intanto è salito a oltre 30.000 morti il bilancio delle vittime dall'inizio della rivolta in Siria. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani basato a Londra. Gli attivisti anti-regime contano tra gli uccisi 21.534 civili (armati e non armati), 7.322 soldati e 1.168 disertori. ( E' intanto salito a 122 il numero di cadaveri trovati in due località vicino a Damasco con ferite da arma da fuoco o da taglio, secondo i Comitati locali di coordinamento (Lcc) dell'opposizione. A Dhiyabiya sono stati trovati 107 corpi e a Barze 15, secondo la stessa fonte. Aggiungendo a queste vittime quelle dei bombardamenti e dei combattimenti di oggi si arriva ad un totale di 192 morti in tutta la Siria.