Latina e Frosinone contro il riordino delle provincie

13/09/2012 di Redazione
Latina e Frosinone contro il riordino delle provincie

Il  riordino delle Province stabilito dal Decreto Legge n 95 del 6 luglio 2012 fa discutere in tutte le regioni italiane ove in nome dell'autonomia locale si contesta il decreto governativo. Acque agitate nel Lazio, dopo il decreto del governo che pone mano al riordino delle provincie italiane, stabilendo l'accorpamento di Latina con Frosinone. Se infatti il capoluogo ciociaro rientra in pieno nei criteri stabiliti  (dimensione territoriale non inferiore a 2.500 Kmq; popolazione residente non inferiore a 350.000 abitanti), Latina, seppure di poco, manca quello della superficie (si ferma a 2.250 kmq). Tuttavia,  essendo stabilito anche che "il comune capoluogo di ciascuna delle province esistenti in esito al riordino, è, tra i comuni già capoluogo delle province oggetto del riordino, quello con la maggior popolazione residente": poiché fra Latina e Frosinone è la prima ad avere più abitanti, l'esito del riordino sarebbe un ibrido in cui la provincia di Latina viene accorpata con quella di Frosinone, ma il capoluogo diviene Latina. Una soluzione che scontenta entrambe le città: di qui la battaglia comune di sindaci e presidenti delle province.  Il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani ha già affidato l'incarico di impugnare al Tar del Lazio le indicazioni del governo, e il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha dichiarato di voler procedere sulla stessa strada per difendere Frosinone capoluogo. Il presidente della Provincia di Frosinone Antonello Iannarilli, che ha predisposto gli strumenti per agire dinanzi al Tar, ha commentato: "Questa disposizione suona come una vera e propria beffa. Non posso accettare il trasferimento della sede a Latina; ma non già per una sciocca ragione di campanilismo (con Latina facciamo da anni battaglie comuni per la tutela del territorio del sud della regione). Non posso accettarlo perché il trasferimento della sede provoca danni gravi ed irreparabili, oltre che all'immagine di Frosinone, anche alla economia della provincia e soprattutto per i servizi ai cittadini". Inoltre Iannarilli e Ottaviani intendono premere sulla Regione affinché presenti ricorso alla Corte costituzionale contro il provvedimento del Consiglio dei ministri per violazione dell'articolo 133 della Costituzione. Articolo che così recita: "Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell'ambito d'una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentitala stessa Regione. LaRegione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni". "Come si vede - conclude Iannarilli - l'iniziativa deve partire dai Comuni e non dal Governo. Per questo il provvedimento è anticostituzionale e va fermato subito".