Monti dell’Ortaccio, ecco il piano di Cerroni. Comune, Provincia e Regione dicono no

13/09/2012 di Redazione
Monti dell’Ortaccio, ecco il piano di Cerroni. Comune, Provincia e Regione dicono no

Presentato il progetto per la nuova discarica "temporanea"dei Monti dell'Ortaccio: avrà una durata di tre anni, dal 2013 al 2015, un invaso di 4 milioni e 800mila metri cubi e una volumetria iniziale di due milioni e 600mila. Così è scritto nel piano esposto da Manlio Cerroni - proprietario della nuova discarica e di quella di Malagrotta - al commissario ai Rifiuti Goffredo Sottile. Ma già si annunciano i pareri negativi di Comune, Provincia e Regione, che fra due settimane discuteranno il piano in una conferenza dei servizi: la proposta, dicono, non tiene conto delle prescrizioni del ministro all'Ambiente Corrado Clini, che aveva chiesto un tempo massimo di 18 mesi, ma prevede appunto una "vita" di tre anni. "Periodo necessario  -  replica Cerroni  -  per consentire a Roma di dare piena attuazione al programma per la lavorazione industriale dei rifiuti già previsto nel Piano regionale della giunta Polverini nonché dal Patto per Roma". Secondo il "re" dei rifiuti romani, bisogna prima raggiungere la percentuale del 55% di differenziata nel 2015 come previsto dal piano, poi si potrà dismettere la discarica di Monti dell'Ortaccio. Il progetto prevede accanto alla discarica un bacino di ossidazione contenuto in una struttura provvisoria per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti che non riescono a essere lavorati dai quattro stabilimenti esistenti, due dell'Ama e due di Cerroni. Questo perché ormai la legge vieta di gettare rifiuti cosiddetti "tal quale", cioè nelle condizioni in cui si trovano quando vengono prelevati dal cassonetto. Cerroni ribadisce la sua disponibilità a lavorare "di concerto con l'Ama" e risponde punto su punto alle critiche che gli sono state avanzate. In primo luogo - precisa - per ovviare al problema della propagazione degli odori al centro abitato più vicino alla discarica (Piana del Sole, distante appena625 m), sono stati approntati numerosi accorgimenti. Tuttavia tale problema è "da ritenersi sostanzialmente irrilevante, in quanto i rifiuti sono trattati". In secondo luogo, anche la classificazione di Monti dell'Ortaccio nel piano regolatore come zona agricola è un problema superato: "Con decreto commissariale 123/2002  -  si legge nel documento presentato a Sottile  -  è stata autorizzata sull'area medesima la realizzazione di un invaso di circa 500mila metri cubi per lo stoccaggio del cdr, il combustibile da rifiuti, mai entrato in funzione. Ne consegue che l'area risulta idonea per la gestione dei rifiuti". La discarica verrà realizzata mediante 5 lotti successivi:21.900 metri quadrati, 20mila, 12.300, 30.500, 19.300. La superficie totale della discarica al fondo è pari a108.500 metri quadrati, dalla sommità ne misura 230mila. Per controllare e ridurre l'inquinamento il progetto prevede una serie di infrastrutture e interventi. Per esempio: l'impermeabilizzazione della vasca, la realizzazione di un diaframma plastico, detto polder, che isolerà l'invaso dalla falda acquifera presente, la stessa che ha prodotto il laghetto fotografato e denunciato dai residenti. Ancora: un sistema di convogliamento e stoccaggio del percolato, di raccolta e trattamento del biogas, di drenaggio e controllo delle acque meteoriche, una copertura finale. Infine, opere di rivegetazione e ripristino ambientale.