Scuola, anche a Chicago non va tanto bene

13/09/2012 di Redazione
Scuola, anche a Chicago non va tanto bene

Dopo venticinque anni gli insegnanti delle scuole di Chicago (dall'asilo alle superiori) scenderanno in piazza, lasciando a casa 350mila studenti. L'astensione al lavoro è arrivata dopo il mancato accordo sulla riforma scolastica voluta dal sindaco Rahm Emanuel, stretto collaboratore di Obama e capo di gabinetto della Casa Bianca fino al 2010. Lo scontro rischia di creare problemi anche al presidente Usa, in questi giorni in faticosa risalita nei sondaggi; gli insegnanti infatti costituiscono il tradizionale "zoccolo duro" dell'elettorato democratico. Dopo una lunga trattativa i negoziati si sono infine interrotti: "Non abbiamo raggiunto un accordo che eviti lo sciopero", ha spiegato in conferenza stampa il presidente del sindacato Karen Lewis , "Nessuno dei nostri insegnanti sarà nelle scuole". Il sindaco ha replicato: "Lo sciopero è assolutamente non necessario, era evitabile e i nostri studenti non se lo meritano". Gli insegnanti chiedono paghe più alte per più giorni di lavoro e diversi sistemi di valutazione del loro lavoro: la domanda iniziale era di un incremento del 30 per cento, ma nel corso del negoziato, gli insegnanti hanno chiarito che avrebbero accettato un aumento minore in cambio di norme meno restrittive sul lavoro dei docenti e in cambio di procedure di ripescaggio in caso di licenziamento. I sindacati vorrebbero anche ridurre drasticamente le dimensioni delle classi e che fossero aumentati i finanziamenti.