Siria: manca il cibo, nuove vittime e il numero dei rifugiati cresce

06/09/2012 di Redazione
Siria: manca il cibo, nuove vittime e il numero dei rifugiati cresce

Il Premier turco Tayyip Erdogan accusa il governo siriano di aver creato "uno Stato terroristico". Parole che confermano l'alta tensione fra i due Paesi partita dopo l'abbattimento dell'F-4 turco 2 ad opera dalla contraerea siriana lo scorso 22 giugno. Erdogan, nel corso di una riunione pubblica del suo partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp), ha dichiarato, inoltre che la Turchia non può permettersi il "lusso di essere indifferente" al conflitto. Anche Morsi, Presidente egiziano, intervenendo alla riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi arabi al Cairo, ha esortato i membri a "fare di più" e pronosticato che "il regime di Damasco non durerà ancora per molto". Rivolgendosi poi direttamente al presidente Assad ha detto: "Adesso è il momento di cambiare, non resterai al potere ancoraa lungo. Ilpopolo siriano ha preso la sua decisione non c'è spazio per l'ostruzionismo, per procrastinare o per la perdita di tempo". Tutti sembrano d'accordo sulle ore contate di Assad ma purtroppo la situazione in Siria non migliora e nuovi esplosioni hanno provocato molte vittime. I comitati di coordinamento locale anti-regime hanno denunciato una nuova strage: almeno 23 i bambini già uccisi nella giornata di ieri, con un bilancio complessivo di 75 morti. Gran parte delle vittime,52, inquesto bilancio parziale si contano ad Aleppo. Secondo gli attivisti, dieci persone, tra le quali sette bambini, sono rimaste uccise nella distruzione della loro casa provocata dai bombardamenti governativi nel quartiere di Marjeh ad Aleppo. Il Centro per la documentazione delle violazioni (Vdc), che diffonde solo il numero delle vittime identificate, parla di 38 morti in tutto il Paese, 16 ad Aleppo, e conferma la morte di cinque bambini nella casa di Marjeh. Bombardamenti intensi, aggiunge il Vdc, sono avvenuti anche sui quartieri di Hanano e Hidariyeh, mentre una fonte locale ha riferito ai media internazionali che bombe sono piovute anche sul quartiere di Nairab. L'Alto commissariato Onu per i rifugiati, intanto, dichiara che sono oltre 100mila i siriani fuggiti nei Paesi vicini in agosto, il numero più alto mai registrato in un solo mese dall'inizio della crisi. Ormai sono migliaia le persone che sono costrette a lasciare le loro case. I rifugiati siriani registrati o in attesa di essere registrati sono al momento 235.368. In particolare - precisa l'Unhcr - 77mila sono arrivati in Giordania, più di 59mila in Libano, 18mila in Iraq e 80mila in Turchi. Ad Aleppo continuaa mancare ilcibo e la situazione è ogni giorno più critica. Un attivista denuncia il regime che, di fatto, impedirebbe l'accesso di rifornimenti nelle zone controllate dai ribelli. "Il regime sta impedendo l'arrivo del cibo nelle zone liberate. Gli abitanti sono costretti a ricorrere al contrabbando di prodotti", ha spiegato il militante, che vive nel quartiere Sakhur. Intanto a Berlino si è tenuta la riunione di diversi esponenti dell'opposizione siriana. Il tema dell'incontro è quello di trovare soluzioni per impedire ai servizi di baseealle infrastrutture di crollare e per rivitalizzare l'economia una volta che il regime di Bashar Al Assad sarà caduto. La Cina ha riconosciuto il peggioramento della situazione ma continua ad escludere un intervento armato esterno.