Spagna: le cure sanitarie non sono per tutti

06/09/2012 di Redazione
Spagna: le cure sanitarie non sono per tutti

Il governo spagnolo ha emanato un provvedimento, attraverso il quale, le strutture sanitarie non potranno più fornire assistenza agli stranieri senza regolare permesso di soggiorno. I migranti che soggiornano illegalmente sulla penisola iberica sono circa 900mila, non dispongono di soldi necessari per versare i contributi alla previdenza sociale. Le cure mediche saranno garantite solo in casi d'emergenza, alle donne in gravidanza, ai minorenni, ai sieropositivi e a coloro affetti da malattie contagiose. L'obiettivo del Governo spagnolo è quello di limitare il "turismo sanitario", in base al quale, secondo le stime del ministero della Sanità, almeno la metà del milione di stranieri iscritti all'assistenza sanitaria dal 2002 non risiede in Spagna, così verrebbero tagliati 1,5 miliardi nell'anno. L'opera di risanamento della Spagna, imposta da Bruxelles, inizia quindi dai migranti, un intervento che ha portato non poche polemiche. Centinaia di migranti hanno manifestato nei pressi dell'ospedale Maranon, a Madrid. Proteste ci sono state in altre parti del Paese: da Valencia a Burgos, da Lanzarote a Las Palmas, nelle isole Canarie, si è levato alto il coro di quanti hanno chiesto la revoca del decreto, la cui approvazione risale allo scorso aprile. Dalla parte dei migranti, si sono schierate anche le aziende sanitarie regionali. Sono ben sei, infatti, le regioni (tra queste, la Catalogna e la Galizia) intenzionate a non osservare le nuove norme imposte dal decreto firmato dal premier Mariano Rajoy: nelle strutture di loro competenza, le cure mediche ai clandestini continueranno a essere erogate.