Un partito tutto al femminile si candida alle elezioni in Palestina

27/09/2012 di Redazione
Un partito tutto al femminile si candida alle elezioni in Palestina

I cittadini dei Territori Palestinesi Occupati che andranno alle urne il prossimo 20 ottobre avranno una sorpresa: a Hebron tra i candidati è spuntato un partito tutto al femminile che si chiama "Partecipando, possiamo". Una sfida certo non facile: Hebron è una città conservatrice, in cui la struttura della società è ancora fondata sul ruolo del maschio. "Gli uomini qui, come impone la tradizione, vogliono che loro donne restino a casa - spiega Maysoun Qawasmi, 43enne leader del gruppo - E se permettono loro di uscire per andare al lavoro, le mandano solo a svolgere lavori tradizionali, come l'insegnante". Inoltre la città, una delle principali della Cisgiordania e in passato motore trainante della sua economia, è uno degli avamposti dell'occupazione militare israeliana. Divisa in due dal cosiddetto Protocollo di Hebron del 1997, è l'unica città palestinese colonizzata nel suo cuore: nella Città Vecchia - considerata Area C e quindi sotto il controllo civile e militare israeliano - vivono circa 500 coloni protetti da oltre duemila soldati dell'esercito di Tel Aviv. Solo il 14,9% delle donne palestinesi nei Territori Occupati è attivamente parte del mercato del lavoro legale, il valore più basso dell'intero mondo arabo. Ad avere le maggiori difficoltà ad accedere nel mondo del lavoro sono le giovani palestinesi: il tasso di disoccupazione tra i 20 e i 24 anni d'età è del 46%. Tuttavia il 60% delle donne lavora illegalmente, per lo più in agricoltura. "Noi vogliamo spingerci oltre - dicono invece le candidate - Vogliamo essere impiegate negli stessi mestieri degli uomini, per quanto possibile". La previsione - come spiega la Qawasmi - è di ottenere tre seggi su 15, un risultato sicuramente ambizioso ma che non spaventa il gruppo, formato da donne di successo. C'è Asma Deis, 38 anni, cinque figli, vedova, proprietaria di una piccola fabbrica per la produzione di materiali per le pulizie. C'è Liyana Abu Ashes, 28 anni, ingegnere civile impegnata oggi a mettersi in proprio.  Più volte rimandate - i consigli municipali sono "scaduti" due anni fa e avrebbero dovuto essere rieletti il 17 luglio 2010 - le consultazioni si terranno finalmente il 20 ottobre per l'elezione di 245 consigli di villaggio, 98 consigli comunali e 10 consigli locali. Il lungo stallo è stato dovuto principalmente alle tensioni interne alle fazioni politiche palestinesi, Hamas e Fatah.La Commissione Elettoraledi stanza a Ramallah non è stata in grado di gestire e organizzare il voto nella Striscia di Gaza, governata di fatto da Hamas. Fino al luglio di quest'anno quando, quando con un atto definito unilaterale dal partito islamico, il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas ha annunciato la data delle elezioni municipali.